In ricordo dei due fratellini Jona La Giornata della Memoria con gli alunni di Gressoney e Pont

GRESSONEY-SAINT-JEAN. Giornata della Memoria organizzata dallo staff di insegnanti del Laboratorio di storia in collaborazione con l'Istituto Storico della Resistenza di Aosta per le Istituzioni scolastiche Mont Rose A e Walser Mont Rose B della Bassa Valle. Coinvolte tutte le classi, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado.
Ha illustrato l'iniziativa Mariella Herera che, con il collega Giorgio Fragiacomo, da anni è responsabile del Laboratorio e propone iniziative volte soprattutto a far conoscere ai giovani la storia del territorio. «Quest'anno agli alunni abbiamo proposto la visione di alcuni film che offrono numerosi spunti agli insegnanti per trattare i temi della differenza razziale, della deportazione, della solidarietà, dell'amicizia. Il lavoro iniziato il 27 gennaio si concluderà a fine febbraio quando ad Issime l'Amministrazione comunale intitolerà il parco giochi in centro paese a Raimondo e Ruggero Jona, due piccoli ebrei sfollati a Issime durante la seconda guerra mondiale. Catturati con i genitori nel dicembre del 1943, furono deportati ad Auschwitz e da quel terribile luogo di sterminio ritornò soltanto il padre».
Martedi 27, a parlare ai ragazzi della scuola secondaria inferiore della triste fine dei fratellini Jona, delle leggi razziali e della deportazione, è salito a Gressoney-Saint-Jean, con la dirigente scolastica Anna Bordet e il presidente della Comunità Montana Walser Christian Linty, Paolo Momigliano Levi, autore del libro 'La quotidianità negata" in cui racconta i fatti di Issime. Era purtroppo assente per problemi di salute don Ugo Busso, testimone di grande valore perchè nel 1943 fu compagno di scuola di Raimondo e Ruggero. Ieri, mercoledi 28, Momigliano Levi ha trattato gli stessi temi all'Auditorium comunale di Pont-Saint-Martin con gli alunni della scuola Carlo Viola. A Fontainemore i ragazzi della primaria del paese, di Issime e Perloz hanno ascoltato la testimonianza di Giorgina Momigliano. (r.b.)