La valanga ‘fantasma' Strade chiuse a Ceresole: precauzione inutile

CERESOLE REALE. L'unico Comune della provincia di Torino in cui nello scorso fine settimana sono state chiuse strade ed evacuate persone è stato Ceresole. Una precauzione presa in seguito alle previsioni meteo che annunciavano il pericolo di valanghe. Cosi, sabato, erano irraggiungibili sia Villa, dove vi è il Rifugio Mila, sia Chiapili dove si trova lo skilift. Domenica tutto è ritornato alla normalità, ma il provvedimento è parso eccessivo a Mauro Marucco, il presidente della Comunità Montana Valli di Lanzo, che dall'inizio dell'anno gestisce il Mila, il quale ha immediatamente scritto una lettera al sindaco, Renzo Bruno Mattiet e al presidente della Comunità montana Danilo Crosasso.
«Quali canali informativi sono stati utilizzati? Quando è stato fatto il sopralluogo per determinare la reale consistenza del pericolo e le successive valutazioni? — chiede Marucco — . Dai dati forniti dal bollettino ufficiale valanghe dell'Arpa Piemonte risulta che non vi erano emergenze di distacco spontaneo di masse nevose tali da compromettere l'incolumità di persone, case, strade. Il bollettino si limitava ad allertare gli eventuali sciatori – alpinisti che, avventurandosi sui pendii, avrebbero potuto provocare il distacco di valanghe». Insomma, secondo il nuovo gestore del Rifugio Mila, la Commissione valanghe della Comunità Montana e gli amministratori locali avrebbero interpretato male il bollettino ufficiale ed avrebbero potuto evitare l'ordinanza di chiusura della strada provinciale 50 dal capoluogo a Chiapili, l' evacuazione di alcune case ed i conseguenti danni e disagi.
«Innanzitutto, chiariamo che la chiusura della strada è stata ordinata dalla Provincia, in quanto di sua competenza — precisa Renzo Bruno Mattiet — . Come sindaco mi occupo delle strade comunali ed in questo caso, in particolare, dell'incolumità dei cittadini che abitano in zone soggette a valanghe. Il parere tecnico della commissione era di rischio elevato e non credo si potesse ignorare, vista la situazione in cui si trova il nostro paese. Migliorate le condizioni, domenica mattina la strada è stata subito riaperta fino a Villa e l'ordinanza di evacuazione ritirata».
Se quello di Ceresole è stato forse l'unico caso in Piemonte, non cosi è successo nella confinante Valle d'Aosta. Sabato risultavano chiuse a causa di un elevato rischio valanghe le strade di Valsavarenche, Valgrisenche, Rhemes e la statale da Pré Saint Didier a la Thuile. E sempre nel pomeriggio di sabato, a Coumayeur, erano state evacuate a scopo precauzionale tre case e le diciassette persone che vi abitano. Nella Vallée, l'allerta per le valanghe è continuata anche domenica. Infatti, nonostante il bel tempo, in seguito all'innalzamento della temperatura il bollettino niveometeorologico valdostano prevedeva il pericolo al massimo livello nelle zone al confine con la Francia e la Svizzera. (o.d.p.)