È rottura tra Vacchiero e Morello Tavagnasco, finita un'amicizia che durava da oltre vent'anni

TAVAGNASCO. Il terremoto politico che ha investito la tranquilla (sino a ieri) vita amministrativa di Tavagnasco, anima il dibattito locale come non avveniva da tempo. E non potrebbe essere altrimenti visto il clamore suscitato dalla decisione del sindaco, Giovanni Battista Vacchiero Salet, di revocare l'incarico di assessore comunale ai Lavori Pubblici a Eligio Morello. Motivo?
Le voci sempre più insistenti secondo cui Morello starebbe lavorando da mesi alla formazione di una lista antagonista all'attuale maggioranza, in vista delle amministrative di giugno. Una notizia tutta da comprovare secondo il diretto interessato. Ma tant'è. La rottura tra i due è stata inevitabile. E dire che sino a poco tempo fa li univa una solida e durevole amicizia. Morello ha vestito per ben 24 anni la fusciacca e per dieci anni Vacchiero Salet lo ha affiancato nel ruolo di vice sindaco. Una collaborazione proseguita nel 2004 con la promozione a primo cittadino di Vacchiero Salet e l'entrata in giunta, in un ruolo di peso, del fedele amico Morello. Scenari che paiono preistoria.
Ma come si è arrivati alla rottura? Lo spiega il vice sindaco, Paolo Avignone: «Quanto accaduto è per certi versi ancora inspiegabile — afferma —. Non ci spieghiamo cosa possa aver spinto Morello ad agire cosi, buttando all'aria vent'anni di amicizia e di collaborazione con l'attuale sindaco. Battista è profondamente rammaricato per aver perso un amico e, soprattutto, per essere stato tradito». Avignone prosegue: «Quello che ci ha dato fastidio non è tanto la scelta di candidarsi, che è un suo sacrosanto diritto, ma l'atteggiamento con cui ha agito. Da parte sua non c'è stata trasparenza. Ben vengano la contrapposizione e il confronto politico purché alla luce del sole. Per mesi, invece, Morello ha mantenuto il piede in due scarpe e ha remato contro. E' quindi venuta meno la fiducia nei suoi confronti e il sindaco non ha potuto far altro, in questa situazione, che togliergli le deleghe affidategli». Avignone auspica che non si crei in paese un clima di contrapposizione: «Siamo pronti al dialogo con tutti, purché il confronto sia leale e a carte scoperte, nell'interesse della collettività. Cosa che non ha fatto Morello».
Di certo, una stagione di veleni non farebbe bene a nessuno. In primis al paese. «Non vorremmo tornare al clima che si respirava sino a trent'anni fa — chiosa Avignone — quando la comunità era divisa in due». All'epoca ad animare la scena era un giovane e combattivo Eligio Morello, pronto a scalzare l'allora sindaco Pietro Taddeo dagli scranni più alti del consiglio comunale. E ora? Il tentativo (se mai ci sarà) potrebbe riuscire o fallire sotto il peso degli eventi.
Amelio Ambrosi