Due generazioni a confronto Come si preparano alla Fiera vecchi e nuovi artigiani
DONNAS. C'è grande frenesia nei laboratori degli artigiani che si apprestano a prendere parte all'edizione 2009 della millenaria Fiera del Legno di Donnas. L'evento dedicato all'artigianato valdostano, con il suo bagaglio di storia e tradizioni, tornerà ad animare le vie dell'antico Borgo medievale domenica 18 gennaio, preceduto, venerdi 16, dalla Veillà nelle cantine aperte per l'occasione dagli abitanti della borgata.
Lo spirito che contraddistingue l'atmosfera della Fiera, fatto di sentimenti autentici e di un profondo radicamento per il territorio, anima allo stesso modo tutti gli artigiani partecipanti. Giovani e meno giovani qui si incontrano e si confrontano, facendosi portavoce di una sapienza senza tempo che si esprime al meglio nella lavorazione del legno, della pietra ollare, del ferro e delle altre produzioni tipiche.
Per scoprire come ci si prepara alla Fiera, siamo andati a curiosare nel laboratorio di un decano della Saint-Ours di Donnas, Guglielmo Pramotton, e in quello di un giovane e promettente scultore di Pont-Saint-Martin, Stefano Arnodo. Due generazioni diverse ma che hanno molto in comune.
Pramotton, 60 anni, non manca al rendez-vous con la Foire dal 1973: «Ho iniziato a scolpire il legno a 25 anni, seguendo le lezioni del corso organizzato qui in paese - racconta -. Ho poi iniziato a lavorare all'Olivetti come attrezzista ma ho sempre trovato il tempo per dedicarmi alla scultura».
Con quale spirito si prende parte a Sant'Orso? «La soddisfazione di poter esporre il frutto di un lavoro di mesi è impagabile - commenta Guglielmo Pramotton -. Cerco sempre di soddisfare le attese del pubblico e i riscontri sono positivi». Sul suo banchetto non mancheranno anche quest'anno i frati francescani in noce che lo hanno reso celebre ben oltre i confini della regione. A questi si affiancherà, restando nel tema delle tradizioni religiose, un'opera di grande impatto dedicata alla secolare processione tra Fontainemore e Oropa.
Con lo stesso entusiasmo, Stefano Arnodo, 33enne di Pont-Saint-Martin, sta completando le opere nel suo piccolo laboratorio di Tour d'Héréraz. Ex allievo della bottega-scuola di Giuseppe Binel, da due anni affianca Angelo Bettoni nella scuola di scultura di Perloz. Lui ha iniziato per caso, nel 2000, ed è ora determinato a fare dell'artigianato una professione: «Non sapevo di avere questa vena artistica sino a quando non ho iniziato a frequentare i corsi - racconta —. I primi riconoscimenti mi hanno motivato ad andare avanti e il mio desiderio è ora quello di potermi dedicare alla scultura a tempo pieno. In un momento di difficoltà a trovare lavoro, può essere un'opportunità».
Il talento per concretizzare questo desiderio non gli manca. L'appuntamento con lui ed altri 500 artisti è per domenica.
Amelio Ambrosi