LA SITUAZIONE

VALLI ORCO E SOANA. Dopo più di una settimana sono tornati a casa gli abitanti delle frazioni evacuate lunedi scorso per il pericolo di valanghe. A Molino di Forzo, nel Comune di Ronco, e a San Lorenzo, frazione di Locana che si trova nel Vallone di Piantonetto, esce di nuovo il fumo dai camini che a stento spuntano dalla neve che ricopre i tetti. Dieci i residenti di Molino, ventitré quelli di San Lorenzo: erano stati ospitati da parenti ed amici in attesa che le condizioni del tempo migliorassero e che gli esperti (tra cui alcuni francesi, provenienti da Chamonix, recatisi sul posto sabato e domenica per verificare la situazione) si pronunciassero sulla effettiva pericolosità delle valanghe cadute nei pressi degli abitati.
«Il parere della Commissione valanghe della Protezione Civile ci è pervenuto ieri a mezzogiorno – spiega la vice sindaco di Ronco, Gabriella Stefano, che ha sostituito Danilo Crosasso durante tutti i giorni dell'emergenza – . Abbiamo subito provveduto a revocare l'ordinanza di evacuazione ed anche il tratto di strada Pezzetto-Molino è stato riaperto». La normalità è quindi ritornata in tutta la Valle Soana, dato che anche la strada per Pianprato è stata sgomberata dalla neve e già oggi (mercoledi) dovrebbe essere percorribile. E' di normalità si può parlare anche in tutta la Valle Orco. Nel Comune di Locana, il primo cittadino, Giovanni Bruno Mattiet, ha revocato l'ordinanza di evacuazione di San Lorenzo e quelle di chiusura delle strade comunali San Lorenzo–San Giacomo di Piantonetto e Montigli-La Cialma.
Nel territorio di Noasca è stata riaperta da lunedi l'ex statale 460 da Grusiner fino a Ceresole. Aperta, per ora solo ai mezzi di soccorso, la strada che porta da Ceresole capoluogo alla frazione Villa, dove una ventina di persone erano rimaste isolate per vari giorni. Nelle due valli anche la corrente elettrica è stata ripristinata ovunque, anche se la situazione continua ad essere monitorata. Ieri pomeriggio, l'assessore alla Protezione civile della Comunità montana, Marco Balagna, ha dichiarato la chiusura dell'unità di crisi, da lui coordinata in questi giorni dalla Sala operativa di Pont. (o.d.p.)