«Ora che conosco bene il Canavese so anche la ricetta per rilanciarlo»
CALUSO. Predica un ritorno alla politica come ‘polis' Roberto Tentoni nell'annunciare ufficialmente da Caluso, centro del collegio 21, la sua ricandidatura in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Torino previste per il giugno 2009. Tentoni una poltrona a palazzo Cisterna l'ha già conquistata nella passata tornata elettorale: ma siede all'opposizione in rappresentanza di An. «Adesso – dice – come Pdl siamo pronti a sfidare Antonio Saitta (il candidato alla presidenza della Provincia per il Pd, ndr.). In questa fase siamo alla ricerca dei candidati migliori da opporre al presidente uscente. Contemporaneamente stiamo lavorando per le amministrative; il movimento di formazione delle liste, che parte dai vari comitati del Pdl, nati su tutto il territorio del Basso Canavese, è lento. Non è facile mettere insieme persone che arrivano da un loro percorso».
Perché si ricandida?
Non posso interrompere il lavoro che ho portato avanti finora: capillare, concentrato sul territorio che rappresento e che mi ha permesso di conoscere i problemi del Canavese, e di individuare gli strumenti e le soluzioni per farlo crescere. Anche se mi trovo all'opposizione, di lavoro ne ho fatto: ho collaborato alla stesura del piano provinciale per la gestione dei rifiuti, mi sono occupato di viabilità e di trasporti. Più che uomo di partito mi piace definirmi ‘uomo del territorio'.
Cosa pensa di fare allora?
Il Canavese ha grandi potenzialità, e sotto diversi aspetti: gli uomini per cominciare, che devono essere spinti a restare, invece accade il contrario. Serve uno sforzo speciale da parte degli imprenditori e delle istituzioni per mettere in moto potenzialità che al momento vedo ‘congelate'. Il Piano Strategico del Canavese finora non si è tradotto in pratica, soprattutto è mancata la volontà e la capacità di creare sinergia per mettere in moto la macchina: il Piano strategico è un bel contenitore di idee, di proposte, al quale però occorre dare le ‘gambe'. Poi sono stati compiuti degli errori. Ad esempio dal mio punto di vista poi è stato un errore perdere l'Atl del Canavese. Dovrebbe essere potenziato il ‘Centro per l'impiego' di Ivrea. Sull'ospedale del Canavese poi si spendono troppe parole. La cosa migliore da fare è esercitare una forte pressione sulla Regione affinchè stanzi i fondi che al momento non ci sono. Occorre che tutto il territorio, Ivrea in primis, perda quella voglia di egemonia sugli altri che la danneggia. L'ospedale del Canavese deve avere una posizione baricentrica tra Eporediese e Calusiese, per cui l'area più adatta sarebbe quella del comprensione Olivetti di Scarmagno. (l.m.)