LA LETTERA Piantonetto, cuore del Parco, il Vallone ‘dimenticato' I residenti chiedono interventi per maggiore sicurezza
VALLE ORCO. E' stata emergenza per tutti. Ma per qualcuno, un po' di più. Come gli abitanti del Vallone di Piantonetto, la località sopra Rosone, nel territorio del Comune di Locana, nel cuore del Parco del Gran Paradiso. Che più che trascurati, si sentono dimenticati. E non solo in occasione della copiosa nevicata dei giorni scorsi.
«E' stata una scelta di vita vivere in montagna e soprattutto in questo vallone — confidano in una lettera inviata alla nostra redazione — . Straordinaria natura, che compensa la mancanza di molte comodità, ma in questi giorni si è superato un po' il limite. Non è tanto per la neve, in quanto si è abituati a spalarla e gestirla, ma per le conseguenze delle forti nevicate. Come molti, praticamente tutti nelle valli Orco e Soana, siamo rimasti senza luce per moltissime ore. Dopo la grande alluvione del 2000, molte famiglie hanno scelto di acquistare un generatore, ma le bollette della luce continuano a crescere a dismisura, mentre non ci sono cambiamenti e ristrutturazioni sulle linee che ci collegano alle centrali della 'Aem Distribuzioni". Come mai, ci chiediamo? I soldi li dobbiamo tirare fuori da portafogli sempre più vuoti, entro scadenze stabilite e se ritardiamo anche di un solo giorno bisogna pagare una mora, ma noi che per quasi 24 ore non abbiamo avuto la corrente quanto e chi ci ripagherà del danno? L'azienda farà qualcosa perchè non succeda più questo inconveniente? Metterà a nuovo la linea tenendola anche pulita da rovi e piante in modo che in caso di guasto si possa rapidamente trovare e ripararlo, il danno? O tutto resterà come prima?».
Ma c'è dell'altro. «Il nostro vallone è stretto e ci sono molti canaloni in cui scendono slavine e valanghe che puntano dritto su case abitate tutto l'anno — aggiungono i residenti di Piantonetto — . Se ne sono staccate molte in questi giorni che hanno isolato frazioni intere, ma per fortuna non hanno causato danni a persone o cose. Tuttavia ci domandiamo se si deve aspettare la distruzione di una casa, il ferimento di qualcuno o addirittura la morte di un amico o di un parente perché si intervenga per proteggere le nostre vite, le nostre case. Gli amministratori comunali, invece di consumare i pochi soldi di cui l'ente dispone in attività discutibili dovrebbero, per la nostra sicurezza, posizionare paravalanghe o creare degli avvallamenti per il deposito di materiale che scende dalla montagna o qualsiasi altro intervento di tipo preventivo. Purtroppo, però, anche in questo siamo talmente abituati o a non ricevere risposte dagli amministratori o a false promesse, che non proviamo neanche più ad ottenere quello che in realtà ci aspetta. Siamo demoralizzati dal comportamento degli enti locali e, quindi, dello Stato, forse perchè noi montanari non siamo tanti e i nostri voti non valgono un granchè».