Fine settimana sugli sci Sant'Elisabetta, aperto l'impianto di risalita
SANT'ELISABETTA. 'Sabato e domenica prossima si va a sciare a Sant'Elisabetta". Il passaparola è cominciato nei giorni scorsi, dopo che è stato messo in funzione l'impianto di risalita e preparata accuratamente la pista grazie al nuovo gatto delle nevi. «Rispetto alle scorse stagioni, dove la neve ha tardato ad arrivare, l'attività sciatoria inizierà finalmente a dicembre, e speriamo che possa continuare fino al prossimo mese di marzo» – spiega Luigi Bertot, presidente della ‘Sciovia S. Elisabetta', formata da un gruppo di appassionati che, dal 1988, gestisce gratuitamente la stazione invernale.
«Nei giorni scorsi — prosegue Bertot — sono caduti oltre mezzo metro di neve e ci siamo subito messi all'opera per far si che sia lo skilift, sia la pista, siano pronti per sabato prossimo».
Situata alle spalle dell'antico Santuario, la pista è lunga circa milleduecento metri ed è adatta a tutti gli sciatori, sia quelli più bravi che per gli apprendisti. Anche la strada per giungere al ‘balcone del Canavese' è percorribile grazie all'immediato intervento degli spartineve della Provincia di Torino, anche se rimangono problemi in alcuni ‘tornanti' troppo stretti.
«L'assessore Ossola – spiegano Franco Casassa e Annibale Oddonetto, presidente ed assessore allo sport della Comunità montana Valle Sacra — ci ha assicurato che sono già stati appaltati i primi due lotti dei lavori per la ‘limatura' di alcune curve troppo strette che, finora, non hanno consentito il transito degli autobus verso il Santuario».
Contenuto anche il costo per chi vuol passare la giornata sulla pista di sci. «Il giornaliero costa 12 euro – aggiunge Bertot —. Il pomeridiano solo 8 euro». La sciovia è aperta dalle 9 alle 16, 30. Chi arriva al mattino, può prenotare il ‘giornaliero' presso il ristorante ‘Minichin' telefonando allo 0124-690037.
La sciovia S. Elisabetta resterà aperta durante l'intero periodo natalizio, con modalità ed orari che verranno segnalati anche su appositi cartelloni affissi nei centri di fondovalle. (d.r.)