IVREA. La parola d'ordine è sicurezza. Questa l'impronta che gli organizzatori del Carnevale edizione 2009 vogliono dare alla manifestazione. Se ne parla da tempo e il dibattito è sempre aperto. Il segretario generale del Consorzio Elvio Gambone ha già voluto dare un giro di vite con nuove regole per i cavallanti: richiesta, tra le altre cose, una specifica patente per chi guida i carri da getto e rilasciata, dopo accurati esami, dalla Federazione Italiana Sport Equestri. Ma c'è dell'altro e c'è chi contesta e non ritiene giuste le nuove regole imposte dall'organizzazione.
E' Giuseppe Bonomo a parlare, intervenendo anche a nome della categoria. Bonomo si considera un veterano del Carnevale: dal 1994 al 2000 consigliere dell'assemblea del Consorzio; dal 2000 al 2004 prima vice presidente e poi presidente della stessa assemblea; è stato anche cavallante; per nove anni Ufficiale dello Stato Maggiore e consigliere comunale.
«La decisione di imporre il patentino della Fise, con il brevetto per attacchi, a chi guida un carro da getto — sostiene — è la soluzione peggiore al problema, non serve proprio a niente ed è una spesa ulteriore a carico del cavallante. Condurre un carro durante una gara per attacchi della Fise, oppure durante la battaglia delle arance in mezzo alla gente sono due cose completamente diverse. Le manifestazioni sportive sono una cosa, il Carnevale è tutta un'altra cosa. A questo proposito voglio ricordare che durante la mia presidenza dell'assemblea avevo proposto la riduzione dei carri, puntando sulla qualità. Invece di qualità, l'organizzazione non ne vuol sentir parlare. Si preferisce invece far pagare tasse d'iscrizione sempre più alte e decisamente sproporzionate e chiedere cauzioni che gli stessi organizzatori si augurano di non dover più restituire».
E Bonomo prosegue: «In passato avevo anche sostenuto che vietare il transito dei carri in Lungo Dora fosse stata una scelta sbagliata. I carri sono un patrimonio del nostro Carnevale che va tutelato. Il pubblico potrebbe ammirare cavalli e finimenti nel loro splendore in piena sicurezza transennando il Lungo Dora stesso. Invece si è preferito ‘nasconderli ‘ in via Circonvallazione dove nessuno li può ammirare. La soluzione ideale dunque, soprattutto per la sicurezza, è ridurre il numero dei carri ad un massimo di trenta e lo sostengo da anni. E come? Con classifiche di merito di anno in anno e con possibili rotazioni, in modo da accontentare chi venisse escluso».
Bonomo guarda anche avanti: «Mi auguro che l'amministrazione comunale voglia porre delle modifiche, in futuro, alla nostra manifestazione. E' necessario riportare il Carnevale nelle sue giuste dimensioni, rinunciando magari ad alcune manifestazioni collaterali che si sono moltiplicate con il passare degli anni e con costi proibitivi, dirottando cosi altri investimenti utili all'organizzazione, come ad esempio per l'affitto delle transenne».
Marco Bermond