A rischio le scuole dell'ente montano Settimo Vittone, dibattito sulla riforma Gelmini
QUINCINETTO. La massiccia partecipazione al dibattito organizzato dalla Comunità Montana Dora Baltea sulla controversa riforma Gelmini, dà la misura di quanto siano alti l'attenzione e i timori per il futuro della scuola pubblica. Mercoledi sera, l'auditorium Dante Conrero era pieno: insegnanti, genitori, autorità locali, dirigenti scolastici.
Al centro della serata, gli attesi interventi dell'assessore regionale all'Istruzione, Gianna Pentenero (Pd) e di Gianluca Vignale (Pdl), consigliere regionale e componente della Commissione Istruzione.
«Quella odierna vuol essere un'occasione di confronto, in un clima costruttivo», ha sottolineato nella sua introduzione l'assessore alla Cultura della Comunità Montana, Massimo Stevanella. E lo è stata, anche se le posizioni tra i due schieramenti restano distanti e motivo di acceso scontro. Occhi puntati soprattutto ai risvolti locali della riforma, a partire dalla ventilata ipotesi di chiusura delle scuole con meno di 50 alunni e all'accorpamento delle istituzioni scolastiche con meno di 300 studenti.
«Se cosi fosse per noi significherebbe perdere tutte le scuole presenti: Quincinetto, Settimo Vittone, Carema e Tavagnasco sono al di sotto delle soglie minime» ha evidenziato il sindaco di Quincinetto, Fabrizio Bernabé. Discorso a parte per Andrate, classificata scuola di montagna.
L'assessore Pentenero ha affrontato di petto la questione, non prima di aver fatto una riflessione sulla tragedia del liceo di Rivoli, nel giorno dei funerali dell'unica vittima, il 17enne Vito Scafidi. «La razionalizzazione dei plessi ci preoccupa - ha affermato Pentenero —. In Piemonte su 3.129 scuole, 861 hanno meno di 50 alunni. Per fortuna il Governo ha preso tempo e rinviato ogni decisione a giugno 2009, cercando un'intesa con le Regioni. Sulla riduzione dei circoli noi abbiamo già provveduto in questi anni, mentre ci sono regioni che non hanno fatto nulla.
Altro tema chiave riguarda il personale: con i tagli annunciati (1.050 posti Ata in meno in Piemonte) avremo istituzioni che faticheranno a garantire l'attuale tempo scuola».
Secca la replica di Gianluca Vignale: «Non verrà chiusa alcuna scuola sul territorio in base alla legge sul dimensionamento scolastico del 1998 che resta in vigore. La legge Gelmini non la modifica. E poi la Regione già prevede deroghe per i comuni montani. La riforma è schematica ma rimanda a regolamenti attuativi che faremo in modo possano rispondere alle esigenze delle famiglie».
Il direttore del circolo didattico di Pavone, Reginaldo Palermo, si è scagliato contro l'allarmismo di queste settimane: «Si sta facendo del terrorismo perché, il piano programmatico dice chiaramente che sono esclude dal ridimensionamento le scuole elementari». «I problemi sono tanti e le prospettive non rosee - ha concluso Yvonne Merlini, dirigente dell'istituto comprensivo di Settimo —. Questa riforma scardina il mondo della scuola».
Amelio Ambrosi