CHIAVERANO. E' arrivato il momento di specializzarsi per il gruppo di volontari della protezione civile di Chiaverano. L'idea è partita proprio dai giovani che fanno parte del gruppo, guidato da Pier Luigi Trabanelli, e che hanno manifestato l'intenzione di specializzarsi nella gestione degli incendi. Per ora è soltanto un'idea, un progetto, ma sul quale presto si avvierà una discussione.
Presto partirà il confronto con il responsabile di zona della protezione civile per conoscere quale percorso potranno intraprendere i volontari di Chiaverano. Al momento, il gruppo di volontari non interviene sugli incendi se non sul solo territorio chiaveranese. «Ci sono state delle volte in cui hanno dato un contributo anche ad Andrate e Montalto — racconta il sindaco di Chiaverano Giancarlo Tonino — e anche dall'altra parte della collina, a Torrazzo e Donato. Principalmente però i nostri volontari intervengono soltanto sul territorio di Chiaverano perché lo conoscono molto bene e perché ad oggi non possiedono attestati di specializzazione che li autorizzino a muoversi in altre zone».
A Chiaverano, in questi ultimi anni, di incendi ne sono scoppiati parecchi. Il più grave che ancora si ricorda è quello del '99, ma un altro è divampato nel 2004 nella zona della galleria, nel 2006 in centro paese, l'anno scorso come quest'anno alle spalle del municipio oltre a quello scoppiato la scorsa primavera, partito dalle vigne di Montalto e finito a Casale Montresco di Chiaverano, minacciando anche delle abitazioni. E per finire l'incendio di quest'anno scoppiato vicino alla strada per Andrate. «I nostri volontari — spiega Tonino — non possono avvicinarsi al fuoco, ma possono soltanto operare per isolare l'incendio e a debita distanza. In questi anni abbiamo ricevuto un aiuto prezioso dal gruppo Aib di Borgofranco che è specializzato. Il nostro gruppo invece non ha nemmeno una dotazione adeguata per fronteggiare certe situazioni, non ha le divise di protezione civile, ma soltanto quelle antincendio che non andrebbero invece utilizzate sempre. E poi abbiamo un mezzo con oltre 20 anni e reduce da percorsi effettuati in Africa. Appoggio pienamente l'idea che hanno avuto i giovani volontari supportati dalle persone più esperte del gruppo. Ora dobbiamo cercare di capire da dove iniziare per ottenere questa specializzazione».
Il gruppo di protezione civile di Chiaverano è composto da circa 30 volontari e ultimamente ci sono state nuove adesioni da parte di giovani del paese. «Le nuove adesioni sono sempre ben accette — dice Paolo Eusebio Bergò del gruppo di Chiaverano —. Attualmente la nostra formazione in merito agli incendi pone dei grandi limiti alla possibilità di intervento perché non risultiamo conformi con l'organizzazione regionale. Abbiamo una grande conoscenza empirica del territorio, ma pecchiamo forse un po' nel coordinamento e ci manca un'adeguata strumentazione. Senza specializzazione possiamo dare un aiuto limitato a Chiaverano che peraltro ha una posizione critica dovuta sia alla sua ampia estensione, sia ai venti che dalla Valle lo investono con forza. Se riuscissimo a specializzarci potremmo di conseguenza essere più strutturati e più operativi».
Elisa Pescina