Pont-Saint-Martin. Affollato incontro a Villa Michetti con lo psicologo Ezio Aceti Come aiutare i nostri bambini a crescere

PONT-SAINT-MARTIN. I bambini oggi non sono più come quelli di una volta: è una frase che ormai si sente dire ovunque, ma è poi vero? Proprio per dare una risposta a questo interrogativo, mercoledi scorso, il Centre Culturel di Villa Michetti ha invitato a 'Quattro chiacchiere in biblioteca ' Ezio Aceti, psicologo, consulente psicopedagogico del Comune di Milano, direttore del Consultorio familiare di Erba, autore di numerose pubblicazioni. Quattro chiacchiere sul difficile mestiere di genitore e di educatore, alla presenza di un pubblico davvero numeroso che ha gremito la sala.
«Non basta amare i figli, bisogna conoscerli», ha esordito Aceti, proponendo a tutti i Comuni d'Italia di organizzare incontri fra psicologi infantili e coppie di neo genitori per conoscere 'come funziona" un bambino. E con una straordinaria verve dialettica ha mantenuto viva l'attenzione del pubblico per oltre un'ora, parlando di affettività, socialità, intelligenza, di alunni che non imparano perché demotivati, di comunicazione empatica basilare nell'apprendimento, della necessità di coerenza educativa, di norme per il mondo di domani. Ha rilevato quanto sia negativo che la figura maschile sia spesso estromessa, mentre troppe figure femminili ruotano intorno al bambino dagli 0 agli 11 anni. Aiutarlo ad organizzarsi i tempi di studio, , affidargli piccoli lavori di casa, dargli la mancia perché impari a farne buon uso: sono solo alcuni fra i tanti esempi che ha dato per aiutare il bambino a conquistare a poco a poco maggior autonomia.
Aceti ha dato tanti piccoli suggerimenti per aiutare i nostri bambini a crescere, con una particolare attenzione sul finire della serata alla lettura: «Dobbiamo far si che i bambini escano dalla scuola media amando leggere. E si può iniziare 'leggendo" un giocattolo, poi con metodicità, possibilmente in uno spazio apposito, cosi che 'a sei anni leggere diventa una cosa calda, bella, e poi non si smette più, perché leggendo si penetra il mondo». (r.b.)