LA VERTENZA Le assemblee in Pininfarina
SAN GIORGIO. La Pininfarina gestirà la crisi con i tradizionali ammortizzatori sociali, già previsti dall'accordo del 2006: sarà chiesta al Governo una nuova deroga della cassa integrazione, sarà bloccato il turn over e sarà utilizzata la mobilità verso le pensione.
L'ipotesi di intesa tra azienda e organizzazioni sindacali è stata raggiunta giovedi, in un incontro all'Unione industriali di Torino.
Mercoledi, a San Giorgio e Bairo e oggi a Grugliasco ci saranno le assemblee e i lavoratori, i funzionari sindacali illustreranno nel merito l'ipotesi di accordo.
Dal 2006, hanno usufruito della mobilità volotaria verso la pensione 130 lavoratori su 220 previsti. L'azienda vorrebbe che altri 180 lavoratori la utilizzassero entro il prossimo anno. «Abbiamo scongiurato il rischio esuberi. Si va avanti con la gestione degli ammortizzatori sociali per superare le difficoltà che si prospettano per il prossimo anno. Speriamo — ha commentato Mario Bertolo della Fiom — che dal 2010 le cose cambino».
Nel piano industriale, Pininfarina conferma tutti e tre gli stabilimenti e, a San Giorgio, dovrà cominciare la produzione dell'auto elettrica. Il piano industriale, però, è condizionato dalla decisione ultima delle banche, con un piano di rientro consistente del debito. L'ok delle banche è il primo passo, cui seguirà una ricapitalizzazione.