‘Stop ai rally verso Belmonte' Santuario ‘vietato' domenica I fedeli: «Fate altrove le corse»
BELMONTE. «Adesso basta. E' ora di finirla. Portate queste manifestazioni altrove. Spazi per far correre le macchine ce ne sono in pianura senza bisogno di paralizzare zone collinari di rara bellezza, a maggior ragione quando si è ai piedi di una riserva naturale come Belmonte che è patrimonio dell'Unesco». Più che polemica, è velenosa la coda alla 1ª edizione del Rally Ronde del Freisa e Malvasia del Canavese.
La manifestazione, con partenza ed arrivo a Ciriè, organizzata dal Rally Team 971 di Torino, sabato e domenica scorsi ha portato i bolidi delle ‘quattro ruote' sfrecciare lungo alcune delle principali arterie di collegamento dell'Alto Canavese, mescolandosi al normale ed intenso traffico del week-end. A suscitare vivaci prese di posizione, in particolare, è stata l'impossibilità per i fedeli di salire al santuario di Belmonte, dove la domenica, alle 16, dopo la vile aggressione subita dai frati francescani a fine agosto, si celebra l'unica funzione religiosa settimanale.
Portavoce della protesta è Lucia Burdese, di Rivarolo. «Sono arrabbiatissima - si sfoga -. Domenica pomeriggio è stato impossibile salire a Belmonte per via del rally che ha comportato la chiusura della strada per il santuario all'altezza del bivio per Pratiglione, nel Comune di Prascorsano. Trovo ingiusto vietare il transito proprio nell'orario in cui i fedeli si recavano alla messa festiva». Che il rally fosse propagandato da tempo, con tanto di cartelli, è noto. Cosi com'è vero che l'organizzazione, tra un passaggio e l'altro, avrebbe dovuto garantire una ventina di minuti a disposizione di chi volesse salire al santuario. Il problema era arrivare al ‘momento giusto' per transitare.
«Ritengo si sia assistito ad un deprecabile gesto di assoluto menefreghismo - aggiunge la signora Burdese —. Possibile che per il divertimento di qualcuno non si abbia alcun rispetto degli altri? Mi chiedo se davvero il santuario mariano non sia stato bistrattato a sufficienza in questo periodo. Una volta arrivata al bivio per Pratiglione, mi è stato detto che non si poteva salire ed alle mie rimostranze mi è stato spiegato che i cartelli erano affissi all'incrocio da una settimana».
«Quand'ero sindaco — commenta il vice primo cittadino di Prascorsano, Carlo Rolando Perino — , mi ero battuto perchè i rally venissero cancellati dalle nostre strade, ma venni messo in ‘minoranza'dalla mia stessa amministrazione. Visto l'afflusso di gente, soprattutto giovani, non posso dire che manifestazioni simili non abbiano un pubblico, anzi. Il problema è il numero dei passaggi delle auto, che mi pare davvero spropositato. In questo modo, si penalizza anche chi, come i fedeli di Belmonte, dei rally non gliene frega nulla».
Mauro Michelotti
(ha collaborato Chiara Cortese)