Perloz, l'addio a Pino Soudaz
PERLOZ. Mai il Santuario della Madonna della Guardia di Perloz aveva visto cosi tanta gente come sabato scorso 1° novembre. La folla che ha gremito la chiesa e l'area circostante era li per dare l'ultimo saluto a Giuseppe Soudaz, deceduto a soli 53 anni. Tutti conoscevano Pino, e non solo a Perloz dove viveva in frazione Plan de Brun, o in Bassa Valle dove aveva lavorato per una quindicina d'anni alla Feletti, poi al al sindacato SAVT, e da alcuni anni al Casinò di Saint Vincent. Ma per lui non esisteva soltanto il lavoro: c'era la famiglia prima di tutto, la moglie Maria, le figlie Monica e Simona, la mamma Enza che, rimasta vedova quando Pino aveva solo 13 anni, si è rimboccata le maniche per allevare nel migliore dei modi lui e la sorella Virginia. C'erano poi il coro Mont Rose, la cantoria di Perloz, ma anche un impegno in Comune come assessore dal 1990 al 2005, la fondazione dell'Asilo Baraing, gli amici, il vigneto. Trovava il tempo e la volontà per fare tutto e soprattutto lo faceva con serenità, con semplicità.
Era una persona dolce, sempre disponibile ad ascoltare, a dare un consiglio, ad aiutare, e quando un anno e mezzo fa la malattia lo ha colpito, la mielofibrosi, ha cercato di combattere a muso duro, non arrendendosi mai, sperando che il trapianto di midollo avrebbe posto fine alle sue sofferenze. Sofferenze che raramente ha mostrato in pubblico e lo si vedeva sempre sorridente e fiducioso. A giugno l'ultima grande festa in famiglia per il matrimonio della figlia Simona, proprio li al santuario della Madonna della Guardia, cui Pino era affezionato e dove sabato la cantoria, il coro Mont Rose e la banda musicale gli hanno dedicato i suoi canti preferiti.
Non è bastato purtroppo l'ultimo grande atto d'amore della figlia Monica che gli ha donato il suo midollo. Pino si è spento all'ospedale San Martino di Genova giovedi scorso, lasciando in tutti coloro che lo hanno conosciuto tanta incredulità ed un grande vuoto. Per ricordare la sua generosità, la famiglia ha voluto che le offerte in denaro fossero versate all'AIL e, per aiutare nella ricerca di cure alla mielofibrosi, mette a disposizione di chi fosse interessato, la cartella clinica di Pino. Cosi sicuramente avrebbe voluto lui, che per gli altri ha sempre fatto molto. (r.b.)