IVREA. Negli ultimi dieci anni Mario Raio (Uniti per la Comunità) e Fernando Pivato (Per la città) sono stati i due consiglieri comunali di opposizione più coinvolti nell'attività amministrativa. Presenti sempre a tutti i consigli comunali, si sono distinti per le loro interpellanze e interrogazioni. Alle ultime elezioni si sono ripresentanti, Raio sempre per ‘Uniti', Pivato per i Moderati, ma non hanno ricevuto i consensi indispensabili per ritornare a far parte dell'amministrazione.
La sconfitta non li ha delusi più di tanto. Raio è soddisfatto della sua esperienza politica e amministrativa, che è durata più di quarant'anni, mentre Pivato si dice contento dell'impegno profuso per la cosa pubblica, che ha ormai lasciato alle spalle. «La giunta deve essere stimolata ad affrontare i seri e a volte gravi problemi che coinvolgono la città. Pochi amministratori si stanno accorgendo come i poveri stiano diventando sempre più poveri. E al riguardo cosa ha fatto la giunta insieme con i commercianti - si chiede Raio -? Ha pensato di calmierare i prezzi? I giovani poi si rifugiano nella droga e nell'alcool. Per affrontare tale problema, quali politiche giovanili sono state attivate? Il lavoro continua a mancare e si registrano nuovi disoccupati ogni giorno. Di fronte a tutte queste questioni l'amministrazione deve dimostrarsi più attiva ed avere idee precise, per sostenere una parte non indifferente di eporediesi che risentono di questa lunga congiuntura economica. Io consiglio a tutti i consiglieri di lavorare ed impegnarsi nelle Commissioni comunali, che sono oggi un organo importante e dove possono trovare spazio per agire».
Pivato vuole dare invece un importante consiglio al sindaco: si deve dare da fare, immediatamente, per mantenere il Tribunale a Ivrea, perché sta rischiando di essere accorpato a sfavore della nostra città, come è già capitato per la sede legale dell'Asl To/4. «Ci vuole un controllo più severo per l'edilizia privata - sostiene poi Pivato -. Mi sembra che ad Ivrea ci sia troppa politica e poca amministrazione. La gente chiede più serietà e maggiore controllo, perché vuole credere nella giustizia dei vari provvedimenti. Gli assessori devono essere più presenti in città, farsi vedere e i vigili devono controllare la viabilità, spesso troppo caotica. Mi auguro infine che la passerella sulla Dora possa realizzarsi e anche in fretta, per unire le due città, a vantaggio dei servizi e di tanti residenti». (g. a.)