L'EPISODIO Quegli undici colpi di pistola esplosi contro il cartello del Comune
BORGIALLO. Indagini frenetiche. E molti aspetti ancora da chiarire. Come quegli undici colpi di pistola esplosi qualche notte fa a Borgiallo contro un cartello stradale, lungo la strada provinciale che conduce proprio in Strada Vecchia San Giacomo. Difficile dire se quei colpi siano stati sparati prima o dopo l'omicidio di mercoledi scorso.
Ma è certo che sono stati notati solo all'indomani del delitto.
Sul posto sono intervenuti i periti della balistica dei carabinieri. Si tratta di un episodio inquietante, quasi un avvertimento ai residenti della zona. Forse chi ha esploso quei colpi voleva far capire alla gente del posto di tenere la bocca chiusa, di non parlare troppo con i carabinieri. Il luogo dove è stato ritrovato il corpo carbonizzato dista infatti solo poche decine di metri dalle prime abitazioni. Insomma, qualcuno ha avuto paura di poter essere stato visto quella notte.
Il movente del delitto Trapasso è con ogni probabilità legato alla droga, ad una partita di cocaina comprata o da comprare. Questioni di soldi, tanti soldi, e di un sgarro fatto all'interno di un'organizzazione criminale. Tesi che i familiari di Giuseppe Trapasso respingono con indignazione. «Mio figlio è un bravo ragazzo».
Scartata, invece, dopo i primi giorni di indagine la pista passionale. I carabinieri avevano infatti puntato la loro attenzione sul giro delle bellissime ragazze dell'Est che lavorano nel vicino night Kiss-Kiss di Priacco. Una di queste, infatti, è la compagna di Vincenzo Solli, uno degli uomini fermati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Borgiallo. Intanto, le indagini proseguono a ritmo serrato. Per quanto riguarda la vittima manca ancora un riconoscimento ufficiale attraverso la prova del Dna.
Ma chi era Giuseppe Trapasso? I familiari lo descrivono come un ragazzo per bene, fidanzato con una parrucchiera. Gli amici come un gran lavoratore, con la fedina penale pulita. Giuseppe, 22 anni, lavorava come piastrellista insieme al padre e abitava con la famiglia in via Libania a San Benigno.