PERTUSIO. E pensare ad un museo? In un momento in cui i Comuni faticano a trovare le risorse per mantenersi un cantoniere e gli amministratori danno di testa per stendere bilanci ormai incredibili perchè sempre meno credibili, ecco, in un momento come questo forse è il caso di andare contro tendenza. Signori, la cultura non è la cenerentola che qualcuno, chissà poi perchè, si ostina a farci credere.
Domenica, a Pertusio, abbiamo avuto una notizia bizzarra: uno dei pluripremiati alla 'Mostra del fischio", un maestro, un talento vero, purissimo (stiamo parlando di Lucio Farci: basta vedere qualcuna delle sue opere per rendersene conto), in quel di Assemini, a un tiro di fucile da Cagliari, se l'è visto chiudere il museo dove, tra le altre, c'erano opere di ceramisti castellamontesi, con una semplice, ma sepolcrale motivazione: mancanza di fondi.
Il museo di Assemini, che non conosciamo, dev'essere bellissimo (vogliamo continuare a parlare e a pensare al presente) e immaginare che non possa più essere fruibile agli stanziali, prima di tutto, e poi ai tanti innamorati della Sardegna che d'estate affollano l'isola, per 'mancanza di fondi", è un insulto, un oltraggio, un'offesa. Ma non solo a Farci, che miete premi ovunque e dalle nostre parti è davvero benvoluto, ma a tutto l'elenco dei titani della cultura che l'Italia ha espresso (vi suggeriscono qualcosa Leonardo e Michelangelo?).
Assemini chiude. Il Comune di Pertusio prenda il coraggio a due mani e pensi ad aprirlo, un museo: un museo del fischietto. Di materiale ce n'è già in abbondanza. Diamogli una casa. Regaliamo una speranza alla cultura.
Mauro Michelotti