In bilico tra megastrutture e strade rotte Le contraddizioni di un piccolo centro dove le necessità primarie sono sottovalutate

CHIAVERANO. Le amministrazioni che si sono succedute al governo del paese di Chiaverano sono sempre state 'illuminate" (o si sono credute tali) cosi hanno 'volato alto", proponendo progetti concretizzatisi in opere sanitarie, sportive e culturali. Già negli anni '70 gli amministratori crearono una struttura, allora all'avanguardia, per pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici. E negli anni si è continuato, realizzando costruzioni e ristrutturando stabili. Chiaverano oggi ha cosi un ecomuseo, un orto delle erbe officinali, un nuovo 'edificio pluriuso", addirittura un teatro.
Il volare troppo alto può però far perdere di vista ciò che sta in basso e avere difficoltà, come è sauccesso quest'anno a chiaverano, l'aumento dell'Ici, della Tassa per la raccolta rifiuti e l'addizionale Irpef, mentre in paese quasi tutte le strade sono dissestate, mancano i parcheggi e gran parte dei servizi di utilizzo quotidiano.
Acquedotto. Una cooperativa lo gestisce. L'acqua è buona e c'è chi arriva da fuori per fare la scorta alle fontane pubbliche.
Campeggio. Nonostante i tanti turisti che lo frequentavano, vicino al Sirio, è stato chiuso perché necessitavano interventi di non poco conto per renderlo a norma. Nulla finora è stato fatto. Motivo: le opere costano troppo per un piccolo Comune.
Commercio. Negli ultimi anni hanno chiuso diversi negozi: troppo forte la concorrenza dei mega centri commerciali. Risultato: difficoltà per i tanti anziani che popolano il paese e devono dipendere dagli altri per la spesa.
Pluriuso. Sta tra piazza Ombre e il parco giochi. Costo quasi un milione di euro. Dispone di un locale per prodotti tipici, un altro potrebbe ospitare un bar e un altro ancora esposizioni fieristiche o una palestra. La destinazione d'uso è in fase di definizione.
Piano Regolatore. Dopo una gestazione di circa vent'anni è stato approvato di recente. E' fermo in Regione.
Rifiuti. E' pessima. All'entrata del paese (da Cascinette) c'è un'area ecologica che da quando è stato avviato il porta a porta può considerarsi una discarica pubblica. Vicino ai cassonetti giacciono sempre sacchi e sacchi di indifferenziato che dovrebbero essere raccolti di giovedi davanti alla porta di casa dagli addetti dei camion. Il problema, più volte segnalato sia al comune che all'Scs con conseguente scaricano le responsabilità.
Scuole. Ci sono quella dell'infanzia e le elementari. Funzionano bene ma tanti genitori richiedono la necessaria manutenzione degli edifici, che ora lascia a desiderare.
Strade. Impera il dissesto. Lavori della Telecom in corso Centrale e in via Ivrea; le vie Burolo, Zuffo e Trompetto e altre versano in uno stato pietoso. Risulterebbe che per alcune vie sia tutta colpa della Provincia che dal 1993 non eroga denaro al Comune. Se a Ivrea ci fossero strade come quelle di Chiaverano la giunta sarebbe invasa da interpellanza non solo della minoranza ma pure dalla maggioranza e da petizioni degli stessi cittadini. (g.a.)