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BELMONTE. Quella del monumento è ancora un'altra storia. Una domenica, ad un motoraduno a Pietra Ligure, Marinella e Lorenzo Alice incontrarono Jean Cortese, scultore molto famoso in Francia ma con origini anche italiane. «Vive in Costa Azzurra, e non si perde un motoraduno italiano – confida Marinella —. Cominciammo a parlarne e lui a creare degli schizzi per la lastra votiva. Dopo esserci consultati con gli altri componenti i Motoclub optammo per la rappresentazione dei due centauri in sella alle moto, con al centro la croce, simbolo di rinascita. Jean si dimostrò prima di tutto un amico e la sua opera, oggi, è parte di un'area che è patrimonio dell'Unesco. Per la concessione del sito dobbiamo ringraziare padre Emanuele, in primis, l'allora presidente della Comunità Montana , Antonio Cresto, l'ex sindaco di Valperga, Roberto Tha, e la Contessa di Valperga e Masino, Irene Bisiachi».
Il 20 luglio 2003 giunse il momento tanto atteso. A far scivolare il drappo che copriva il monumento furono Romina Alice e Chiara Truffa. Seguirono benedizioni, recite della preghiera del motociclista, interventi delle autorità. «Quest'anno, purtroppo – aggiunge Marinella —, non saranno presenti i frati per la brutale aggressione subita, ma il nostro cuore romba come i motori delle nostre moto per dir loro che il nostro affetto non verrà mai meno».
L'appuntamento con i centauri è per le 9. Alle 10, 30 ci sarà la preghiera al monumento e mezz'ora dopo la messa, in Santuario. Un oceano di due ruote. Che sanno guardare al cielo. (m. mi.)