Prostituzione sotto controllo Diversi provvedimenti presi soltanto a Montalenghe

BASSO CANAVESE. Le ‘strade del sesso' preoccupano gli amministratori del basso Canavese dove il fenomeno della prostituzione, nonostante i controlli ripetuti, nonostante i blitz sempre più frequenti da parte dei carabinieri, non accenna a diminuire. I luoghi dove si possono incontrare le prostitute sono sempre gli stessi e non c'è iniziativa, finora, che sia riuscita a scalfire il mercato florido, della prostituzione.
Ci prova, con un'ordinanza creativa, il sindaco di Foglizzo Tiziana Reinero. E gli altri amministratori? Non pensa di emulare Foglizzo il sindaco di San Benigno Alberto Focilla: «Non dico che non sia un problema ma sono un po' scettico per quello che riguarda le possibilità di far applicare certi provvedimenti. Non abbiamo le forze per riuscire a metterli in pratica». Con tre soli agenti di polizia municipale, San Benigno farebbe non poca fatica a garantire dei servizi di questo tipo. «Per questi controlli, inoltre, non si può mandare un vigile e da noi si fatica a stare dietro all'ordinaria amministrazione». La linea di Focilla è quindi quella di stare a vedere cosa accade negli altri comuni e quali sono i risultati. «Mi sembra che nella nostra zona solo il sindaco di Lombardore abbia già predisposto un'ordinanza di questo tipo. Non escludo che in un futuro anche a San Benigno si intervenga in qualche modo ma si devono avere i mezzi per applicarla, altrimenti…».
Il più preoccupato, ma anche il primo ad essere passato all'azione, è il primo cittadino di Montalenghe. L'ultima sua mossa è la stipula di una convenzione con l'associazione di vigilanza faunistico ambientale', condotta congiuntamente ai Comuni di Barone e di Orio. «L'associazione è formata da volontari preparati che operano nel territorio della provincia — spiega Grosso — Possono elevare sanzioni che vanno dai cinquanta ai trecento euro, e procedere con un'azione penale nel caso vengano scoperti rifiuti nocivi. Inoltre controllano le ‘mosse' delle prostitute e dei loro clienti». Grosso si serve anche dei controlli affidati ai civich nelle zone più calde. E poi c'è una recente ordinanza con la quale, sfruttando una legge regionale, ha proibito la circolazione ai mezzi a motore (fatta eccezione per i proprietari dei fondi) nelle strade di campagna che conducono a campi privati, trasformate in luoghi mercenari del sesso. Il sindaco Grosso spiega di ottenere qualche risultato, ma «soltanto unendo le forze con un'azione a livello intercomunale si può sperare di raggiungere obiettivi incoraggianti. Anche se le vere azioni di contrasto, nel caso delle ‘lucciole' dovrebbero partire da dove il fenomeno nasce, quindi all'interno della criminalità organizzata che fa del mercato del sesso un businnes».
Restano in stand by, per il momento, anche i sindaci di San Giusto e San Giorgio. «Fortunatamente sul nostro territorio che ha un'estensione circoscritta non abbiamo questo problema — dice il sindaco di San Giusto Giosi Boggio — Però ho raccolto le lamentele di molti agricoltori che si trovano con le rogge, piene di immondizia di ogni genere». «Fino a qualche mese fa un paio di prostitute ucraine si erano piazzate in una piazzuola che si affaccia sulla provinciale: il via vai di auto era continuo — racconta il primo cittadino di San Giorgio Massimo Arri — Poi l'intervento diretto dei carabinieri deve aver scoraggiato il traffico. Per adesso, comunque, la situazione è ritornata tranquilla. Se però dai sindaci dei Comuni limitrofi dovesse arrivarmi una richiesta di collaborazione per cercare di contrastare il fenomeno si potrebbe anche pensare alla programmazione di un'azione sinergica di controllo sul territorio». (s.a. l.m.)