«Tutelati i negozi del centro storico» L'analisi del sindaco Yeuillaz e dell'assessore Pramotton

PONT-SAINT-MARTIN. Qual è lo stato di salute del commercio a Pont-Saint-Martin, principale polmone di servizi della Bassa Valle? E come è cambiata negli ultimi dieci anni la vita commerciale del paese? In un momento delicato, segnato dalle polemiche degli esercenti contro i disagi provocati dai lavori di ripristino della pavimentazione in pietra lungo via Emile Chanoux, abbiamo chiesto all'assessore al Commercio, Francesco Pramotton, un'analisi sullo stato di salute del settore, anche sull'onda dell'incertezza provocata dalla crisi economica generale.
Al contrario di quanto si possa immaginare, in dieci anni, non c'è stata un'involuzione nel numero complessivo di negozi: se nel 1997 il totale delle attività aperte sul territorio comunale era di 87 (21 alimentari e 66 non alimentari), oggi questa cifra è pari a 103, con gli alimentari in sostanziale tenuta, 22, e i punti vendita non alimentari saliti a 81. Considerevole anche il numero di bar aperti a Pont: erano 22 alla fine degli anni '90, mentre oggi sono saliti a 25, senza contare i ristoranti che portano il totale a 29.
«Nel raccogliere i dati mi attendevo un forte aumento del numero di attività terziarie, come assicurazioni e agenzie immobiliari, a discapito dei negozi tradizionali - spiega Francesco Pramotton - e invece il rapporto tra queste due tipologie di attività è rimasto sostanzialmente stabile. Il numero di negozi, pur in crescita, non aiuta a fotografare però il reale stato di salute del commercio che certamente è in sofferenza come nel resto d'Italia».
Quali strategie adottare per aiutare il settore? «In questi anni sono stati fatti tentativi per coinvolgere i commercianti, ma la partecipazione agli incontri è sempre stata scarsa - prosegue Pramotton -. Come Comune ci siamo impegnati a promuovere iniziative di animazione del centro storico che possano contribuire a veicolare visitatori. Le idee non mancano, ma è indispensabile ritrovare un dialogo costante e costruttivo con gli esercenti». Analizzando i dati emersi dall'indagine condotta presso gli uffici comunali, emergono poi altre curiosità: i parrucchieri attivi sono ben dodici, cinque le estetiste, tre i panifici. Certo non è mancato il ricambio, né sono mancati casi di attività aperte e chiuse nel giro di appena cinque mesi. «Abbiamo operato per tutelare le piccole attività evitando che in paese si insediassero le grandi catene di distribuzione - aggiunge il sindaco, Guido Yeuillaz —. E di richieste in tal senso ne abbiamo avute moltissime. Il nostro tentativo è stato quello di mediare, conciliando le esigenze di questa tipologia di attività senza andare a discapito dei negozi del centro storico».
Ed è proprio qui, nel cuore più antico di Pont-Saint-Martin, che si concentrano le attività commerciali di più lunga tradizione. Le date delle licenze rilasciate dal Comune parlano chiaro. Vantano una storia lunga sessant'anni la macelleria Porté, la pasticceria Baraggia (che apri nel 1949 come punto vendita di panna e gelati), la ferramenta Preti, l'osteria Lion d'Or. Il buffet della stazione era funzionante ben prima della seconda guerra mondiale, cosi come l'ex Albergo Dora, ora solo ristorante, il bar Sport e il barbiere Cairo. Storie di imprese che si intrecciano con la storia del paese, tra momenti di sviluppo e fasi più difficili come quella odierna, segnata da un'incertezza generale da cui, per ora, non si sa come uscire.
Amelio Ambrosi