ll pirata della strada ha le ore contate San Giusto, in fin di vita il pensionato di 83 anni

SAN GIUSTO. Ha le ore contate il pirata della strada che lunedi sera ha investito e quasi ucciso Fermo Enrico, 83 anni, pensionato di San Giusto. Gli inquirenti hanno in mano gli elementi giusti per arrivare alla sua individuazione. Alcuni testimoni, infatti, hanno fornito ai carabinieri parte della targa di un monovolume. Il cerchio si stringerebbe a non più di cinque automezzi.
Si attendono risposte dal Pra (Pubblico registro automobilistico) e da alcune aziende intestatarie delle auto 'sospettate". Risposte che però tardano al momento ad arrivare. «Ma è solo questione di tempo — spiega uno degli inquirenti —. Quell'uomo ha le ore contate. Non può andare lontano».
Intanto, dall'ospedale Martini di Torino le notizie sulle condizioni di salute del pensionato di San Giusto non sono incoraggianti. La prognosi resta riservata. La vita di Fermo è appesa ad un filo.
L'incidente è avvenuto intorno alle 21 di lunedi scorso, in via XXV Luglio, di fronte al Bar Centro di San Giusto, alla presenza di alcuni testimoni.
L'auto stava effettuando una manovra in retromarcia, quando ha investito il povero Fermo Enrico che in quel momento stava rientrando a casa, in via Piave. L'autista, secondo alcuni testimoni, è sceso dal mezzo e quando si è reso conto della gravità di quanto accaduto è risalito di corsa in auto ed è scappato.
«Alcuni miei clienti hanno sentito un forte botto – racconta il titolare del bar, Davide Castellino —. Sono subito usciti in strada per vedere cosa fosse successo ed hanno notato il pensionato a terra, in una pozza di sangue. Qualcuno ha visto l'autista di un monovolume prima fermarsi e poi allontanarsi a tutta velocità in direzione San Giorgio».
A quel punto due avventori del bar si sono lanciati all'inseguimento del pirata. «Poco prima dell'autostrada Torino-Aosta hanno perso le tracce dell'investitore – aggiunge Castellino — però sono riusciti a vedere il tipo di automezzo e parte della targa».
Si tratterebbe di un monovolume Peugeot ‘Express', di colore grigio, intestato ad un italiano attualmente per lavoro in Olanda. E' possibile, quindi, ipotizzare che l'automezzo quella sera fosse guidato da una terza persona.
«Speriamo che si risalga al guidatore del monovolume al più presto e che venga severamente punito - racconta un anziano cliente del bar, da decenni amico di Fermo Enrico —. Non ci si comporta cosi da vigliacchi. Gli errori si pagano. E poi con quale coraggio si abbandona un anziano per strada senza neanche aiutarlo. E' una vergogna».
Nel violento impatto con la parte posteriore del furgone, il pensionato ha riportato alcune fratture al cranio e ferite varie. La notizia del grave incidente che ha coinvolto Fermo Enrico, figura molto nota nella cittadina canavesana, ha destato viva impressione a San Giusto dove abitano altri tre dei quattro fratelli ed altrettante sorelle.
«A soli undici anni Fermo ha cominciato a lavorare, come garzone, presso una cascina della zona – spiega un'anziana sangiustese —. Poi ha fatto il muratore e, prima di andare in pensione, per diversi anni ha accudito gli animali del vicino zoo di Montalenghe. Una passione per gli animali che l'uomo ha sempre trasmesso nei suoi racconti agli amici. No, Fermo non meritava di fare quella fine. E' stato investito come un cane e chi lo ha fatto non ha neanche avuto il buon cuore di soccorrerlo».
Grazie al suo carattere aperto e sempre allegro, Fermo è sempre stato benvoluto dai suoi concittadini. «Speriamo che se la cavi – aggiunge una delle cognate — anche se, ci è stato detto, che le ferite sono particolarmente gravi. Bisognerà attendere i prossimi giorni per capire se il nostro Fermo ce la farà».
Vincenzo Iorio
(Ha collaborato Dario Ruffatto)