FAVRIA. Sono sette, e con quella di Franco Borghino salgono ad otto, le famiglie, residenti nelle diverse borgate di Favria, che avrebbero bisogno di un servizio di trasporto per mandare il loro figli a scuola. Servizio che la maggioranza guidata dal sindaco, Giorgio Cortese, ha soppresso due anni fa per via dei costi eccessivi.
«Allora però non c'era stata nessuna protesta - spiega il sindaco -. Le famiglie avevano trovato una soluzione con mezzi propri. Ora, invece, a distanza di due anni Borghino fa scoppiare il caso. Ho il timore che dietro questa vicenda possa nascondersi una strumentalizzazione politica». «Comunque, noi ci siamo resi disponibili a trovare una soluzione — gli fa eco il vicesindaco Serafino Ferrino — soprattutto perché ci stanno a cuore le due bambine. Se non si è arrivati ad un accordo la colpa non è nostra
Intanto, le altre famiglie, pur sostenendo la battaglia di Borghino, alla fine sembrano rinunciare ad una protesta più forte. E alla spicciolata lasciano la riunione del lunedi sera, dopo aver atteso per tre ore, nella piazza antistante il palazzo comunale, l'esito della proposta avanzata dall'amministrazione.
Ci sono i padri, ma anche le madri. Preferiscono non farsi fotografare ad eccezione di Zenobia Rotella, la più decisa, con un figlio che frequenta la scuola elementare, grazie al trasporto organizzato dalla Fenice, ma raccontano le loro difficoltà. Tutti sarebbero ben lieti di poter fruire dello scuolabus.
«Ma due anni fa – dicono tutti — sembrava non ci fossero alternative. Cosi ci siamo aggiustati. Per necessità. Non potevano certo lasciare a casa i nostri figli». A parlare cosi sono: Livio Naretto, anche lui ha un figlio che frequenta le elementari ed un altro le comincerà il prossimo anno; Wilma Golzio che di figlie ne ha tre e spera tanto di veder riavviato il servizio; Antonella Dan, con un figlio alle elementari, Tiziana Rosboch con un figlio alle medie; Daniela Casolasco anche lei con un figlio alle medie, che dice di essere qui per aiutare Borghino; Piero Olivetti che si è reso disponibile ad aiutare le altre famiglie.
«Speriamo almeno –concludono— che la situazione dei trasporti venga ridiscussa per il prossimo anno. Adesso è tardi. Pensiamo soltanto a Borghino». (l. m.)