IVREA. I negozianti del settore alimentari, presenti in centro storico, sarebbero disponibili a proporre un paniere di prodotti a prezzi contenuti per i loro clienti «ma — dicono -l'niziativa va organizzata dal comune o dalle Associazioni di categoria». Questo è quanto emerge dal giro fra quei pochi negozi che, nel centro, vendono prodotti alimentari, rimasti a combattere contro la concorrenza della grande distribuzione. Negli ultimi anni infatti la presenza attorno a Ivrea dei supermercati ha letteralmente ucciso i negozi 'al minutodi generi alimentari.
In via Gariglietti Giovanni Battista Broglia e la moglie Arcangela Caldera si occupano del negozio dal lontano 1962. «Un paniere si può fare - dice la signora Arcangela -. Con sei euro, ad esempio, si potrebbero fornire un etto di prosciutto, un euro di pane, una scatola di pelati, un litro di latte, mezzo chilo di pasta e magari un etto di burro. Noi siamo disponibili. Nel passato ricordo che provammo adottando il calmiere per alcuni prodotti, base dell'alimentazione. Purtroppo non ebbe successo».
Lina Menaldo, in via Arduino, da sempre lavora nella vendita alimentare. «Sono d'accordo per il paniere dei prodotti ma qualcuno ci deve dire quali scegliere e organizzare l'iniziativa - dice -. E' una vita che sento la gente lamentarsi quando fa acquisti. Personalmente non ho aumentato i miei prodotti, compreso il pane che vendo allo stesso prezzo». Un grossista, presente in negozio, sostiene che l'aumento dei prezzi non è da attribuire ai commercianti ma quasi sempre ai produttori, compresi i panettieri.
Anche Gabriella Lanatà, dell'Abit di via Arduino, sarebbe disponibile a proporre qualche forma di agevolazione ai suoi clienti. L'Abit, nel corso degli anni, da latteria si è trasformata in un negozio di alimentari, frequentato da tanti residenti della via. «Potrei proporre un paniere con salumi e formaggi - precisa Gabriella - Se bisogna dare un aiuto certamente non mi tiro indietro».
Anche Lino Colosimo, negozio 'Frutta e Verdura", in via Arduino, segue la linea dei suoi colleghi. «Mi piace il mio mestiere e instauro un rapporto umano e non solo commerciale con i miei clienti - precisa -. Ho notato che dopo la fine delle vacanze estive c'è un calo nelle vendite, registrato da tutti. Nel complesso tiro avanti e non mi sottrarrei alla proposta di un paniere con verdura di prima necessità, quali patate e cipolle o altra frutta di stagione. Aiutare chi ha difficoltà a far quadrare il bilancio è un'azione positiva». Colosimo fa sconti, arrotonda i prezzi, regala basilico o prezzemolo, fa assaggiare la frutta. Nel suo negozio si respira insomma un'aria di altri tempi.
Una cliente, insegnante in pensione, ci commenta la situazione generale, rimarcando che dappertutto si è avuto una maggiorazione dei prezzi davvero eccessiva e inspiegabile. «Quando si fa la spesa - afferma — bisogna prestare attenzione a tutto. Ad esempio non si devono comprare frutta e verdura confezionati nei cestini, perché costano quasi il doppio di quelle che devono essere pesate». (g.a.)