E' arrivata ‘l'altra campana' Feletto, il giornalino del gruppo di minoranza

FELETTO. ‘L'altra campana' è l'ironico titolo che il gruppo di minoranza ‘Verso nuovi orizzonti' guidato dall'ex sindaco Giovanni Audo Giannotti, ha scelto per il giornalino in risposta a quello pubblicato dalla maggioranza del primo cittadino Stefano Filiberto. «Un modo — dice Audo Giannotti — per informare con ironia senza risparmiare le critiche sulle scelte amministrative che noi riteniamo sbagliate e contrarie agli interessi dei cittadini».
E di osservazioni da fare la minoranza ne ha davvero tante. «Cominciamo con la frattura consumatasi all'interno della maggioranza — scrivono — due consiglieri (Garello e Buscaglia, ndr) si sono ufficialmente dissociati dal gruppo. Un fatto che dovrebbe far riflettere Filiberto. Secondo noi dovrebbe dimettersi invece di ricorrere alle mozioni. E che dire poi della brutta abitudine di attribuire la responsabilità delle mancate realizzazioni a chi li ha preceduti. Dopo averci accusato di aver lasciato loro dei debiti, hanno poi scoperto di ritrovarsi ‘un patrimonio' tra avanzi di amministrazione e fondi per le opere pubbliche. Ci accusano di avere un atteggiamento poco costruttivo e non collaborativo. Ma come possiamo essere collaborativi quando nessuna delle nostre proposte viene presa in considerazione, quando è approvata la settima variante parziale al Prgc per sanare degli aspetti urbanistici non conformi al piano stesso, quando, soltanto per motivi affettivi si vuole recuperare l'ex asilo Fascio per adibirlo a sede del municipio a scapito degli interessi della collettività».
A questo proposito come è noto la minoranza propone in alternativa la vendita dell'ex asilo e la realizzazione, con il ricavato, di un nuovo mercato e di un salone polivalente nell'area della Certosa. «Ristrutturare l'ex asilo significa impegnare le risorse del Comune chissà per quanti anni — scrivono — Per il momento sappiamo che si spenderanno 240 mila euro. Poi si procederà per lotti. Manca però un progetto complessivo e soprattutto un piano finanziario. Che necessità c'è di avere una nuova sede comunale quando quella attuale risponde a tutte le necessità del paese? E per la quale si paga un mutuo annuo di 36 mila euro fino al 2015». (l.m.)