CASTELLAMONTE. Secca replica dell'assessore ai Lavori pubblici, Piero Scala, ai consiglieri di minoranza Pasquale Mazza e Giuliana Reano i quali, nei giorni scorsi, hanno criticato l'attuale amministrazione di centrodestra di privilegiare, per alcune opere pubbliche, la diorite invece che la ceramica locale.
«I consiglieri del Pd – rileva Scala — nonostante abbiamo fatto parte di amministrazioni che hanno distrutto la tradizionale mostra della ceramica quando era arrivata a livelli eccelsi con le giunte guidate dall'allora sindaco Alberto Massucco, vogliono che Castellamonte continui ad essere la città della ceramica forse sostituendo gli antichi cubetti con la ceramica?».
Secondo l'assessore ai Lavori pubblici, in tutti i centri abitati di un certo valore si cerca di utilizzare materiali tradizionali della zona che, nel caso delle pavimentazioni stradali, è la pietra. Da Roma a Torino fino alla vicina Rivarolo si è sempre usata la pietra per ‘abbellire' la città.
«Sono pertanto allibito leggendo le affermazioni dei consiglieri del Mazza e Reano – aggiunge Scala - perché, mentre il primo partecipava attivamente all'amministrazione Bozzello, sono state realizzate opere con l'utilizzo della pietra canavesana (viale tenente Morello) e altre erano in progetto (la cubettatura di via Nigra e la piazza della Repubblica). In ceramica non ho visto nulla. I consiglieri del Pd dovrebbero anche sapere che la pietra viene scelta perché è un materiale molto più resistente di altri, tant'è che i cordoli in cemento sostituiti in via San Sebastiano erano fatiscenti, mentre quelli in pietra da parecchi decenni sono ancora intatti».
«Non pensavo, inoltre, che i consiglieri del Pd fossero anche artisti e critici d'arte tanto da disapprovare una scelta fatta dall'artista Ugo Nespolo sui materiali da utilizzare per la pavimentazione dell'area del monumento alla stufa - conclude Piero Scala -. Forse sono soltanto invidiosi perché in cinque anni di amministrazione di sinistra loro non sono riusciti a completare il monumento».
Pronta la replica dei consiglieri di minoranza. «Non capiamo quale sia l'accanimento con cui ci ‘scagliamo' contro le scelte della maggioranza – chiedono Mazza e Reano —. Rientra nelle regole della democrazia che ci possano essere pareri diversi. Ad esempio siamo contro la vendita dell'ex palestra di piazza della Repubblica e contro l'opera (questa si veramente faraonica) del polo scolastico. Non vogliamo fare strade in ceramica, ma un suo uso maggiore nell'arredo urbano deve essere previsto». (d.r.)