IL PROVVEDIMENTO

FAVRIA. E l'ordine pubblico? Spiazzato dal ciclone Borghino presente al consiglio comunale con i genitori di altri bimbi che risedono nelle borgate di Favria, il tema principale della seduta convocata all'orario ‘assurdo' delle otto del mattino (l'amministrazione insiste sulla tesi dei costosi rimborsi ai consiglieri che partecipano alle sedute in orario di lavoro, ma a crederci, almeno in questo caso, sono proprio in pochi) è stato comunque affrontato, ma probabilmente non nel modo in cui la minoranza avrebbe voluto. Decimata dalle assenze (il capogruppo Vittorio Bellone in Alto Adige; il consigliere Angelo Sesto a Roma per l'accordo sul Vallesusa), l'opposizione era rappresentata dai soli Capuano e Marchetti. All'interrogazione presentata precedentemente i fatti del venerdi ‘nero' (bande si sono inseguite per la città e hanno regolato i conti a colpi di coltello), il sindaco Giorgio Cortese ha risposto in modo sintetico ma incisivo. «Lunedi (oggi, 29 settembre ndr), assumeremo dei provvedimenti — ha anticipato il primo cittadino — . Che non escludono la riduzione dell'orario di apertura degli esercizi pubblici. Per il resto, non mi si venga a dire che questa non è un'amministrazione che non ha a cuore la sicurezza: per noi è una priorità. Lo attestano gli interventi nell'area delle scuole, la videosorveglianza, il monitoraggio costante effettuato dalle forze dell'ordine con le quali siamo in stretto contatto. E' una collaborazione che funziona e ringrazio i carabinieri per il prezioso lavoro che svolgono. Condanno gli episodi di violenza, ma anche l'indifferenza di quei cittadini che assistono ad episodi che andrebbero denunciati immediatamente e non lo fanno».
«L'interrogazione che abbiamo protocollato è datata 8 settembre — ha replicato Leonardo Capuano — . Stando a quel che dice il sindaco e alla luce di quanto accaduto non mi pare proprio che la sicurezza sia una priorità di questa giunta». (m.mi.)