Caluso. Dimesso il direttore Salvetti Chianale assicura: «L'Enoteca gode ottima salute»
CALUSO. Dei tagli spalmati un po' ovunque, soprattutto nei settori della cultura e della promozione, potrebbe fare le spese anche l'Enoteca regionale dei vini della Provincia di Torino con sede a Palazzo Valperga.
A lanciare un monito, che ha suonato come un campanello d'allarme, è stato, in occasione della premiazione del ‘Grappolo d'oro', Vittorino Novello, docente della facoltà di Agraria di Torino, presidente della commissione giudicatrice del concorso. Una voce autorevole, che ha subito innescato il timore di un ridimensionamento dell'Enoteca di Caluso, inaugurata soltanto tre anni fa. A questo si sono aggiunte, le dimissioni del direttore dell'enoteca, l'ingegner Carlo Salvetti, che ha traghettato l'ente nell'olimpo delle enoteche nazionali.
«Nessun pericolo - assicura Mauro Chianale, presidente e ‘creatore' dell'Enoteca -. Quella di Caluso, l'undicesima della Regione Piemonte gode di ottima salute. Le vendite dell'Erbaluce, del Passito e delle altre nostre etichette, sono in crescita. I finanziamenti regionali non mancano. Semmai arrivano un po' in ritardo. Come avviene per tutte le altre enoteche. Abbiamo stilato il calendario per il prossimo anno che vede la partecipazione della nostra Enoteca a diversi appuntamenti di carattere nazionale. I produttori ci sostengono, convinti della forza del loro prodotto. Quindi quello di Novello lo leggerei come un messaggio di stimolo. Le dimissioni di Salvetti invece costituiscono l'epilogo di una diversa visione sulla gestione dell'Enoteca che ora guido in prima persona. Per il momento possiamo contare su un solo dipendente, che si occupa dell'apertura, della vendita e delle pubbliche relazioni, assunto con un contratto di collaborazione».
Nel discorso si inserisce anche Fabrizio Giaccone, assessore alla Promozione del territorio che lancia una proposta: «Si potrebbe pensare alla creazione di un ‘Progetto di qualità' basato sulla massima integrazione tra le varie azioni fatte finora in materia di promozione e valorizzazione dei nostri vini e del nostro territorio. Un progetto che utilizzi al meglio le risorse umane ed economiche di cui possiamo disporre, e che veda impegnati tutti gli attori coinvolti: dalla Regione passando attraverso l'Enoteca che deve essere il fulcro di tutte le iniziative, il Comune di Caluso e il Consorzio di Tutela'».
Dal canto suo l'ex direttore Salvetti, uomo del fare, dal carattere riservato, preferisce non fare commenti di natura polemica. «L'Enoteca — si limita a dire — dovrebbe però essere in grado di svolgere una promozione autonoma. In proposito io avevo presentato al cda un programma operativo che è stato disatteso». Come è noto il processo costitutivo dell'enoteca di Caluso, con il sostegno della Regione Piemonte, è stato promosso e coordinato dalla Provincia di Torino con la partecipazione della Camera di Commercio di Torino, dei Comuni di Caluso, Chieri, Carema, Bricherasio, Chiomonte, del ‘Consorzio di tutela dei vini Doc Caluso, Canavese e Carema' e altri consorzi.
«L'Enoteca regionale di Caluso – avevano sottolineato in Regione -parte con solide basi e capacità operative e va ad arricchire un sistema che vuole svilupparne tutta la potenzialità promozionale». (l.m.)