SCUOLA E POLEMICHE Ancora a casa le alunne di Favria Il dirigente del circolo didattico: ‘Non possiamo intervenire'

FAVRIA. Nessuna soluzione è stata trovata, per ora, per risolvere il caso di Anna e Roberta (i nomi sono di fantasia), le due bambine di Favria che, non possono raggiungere le rispettive scuole (media ed elementare) non avendo a disposizione un servizio di scuolabus. Il Comune ha interrotto il servizio due anni fa 'perchè non c'erano abbastanza bambini per garantire un minimo di copertura del servizio".
«Ci costava ventimila euro — rimarca il sindaco, Giorgio Cortese — . E cosi abbiamo dovuto farne a meno . Prima di sollevare il caso sui giornali, il papà delle bambine (si alza presto per andare al lavoro e non può portare le figlie a scuola, e la mamma non ha la patente ndr) poteva venire a parlare con me. La mia porta è sempre aperta. Una soluzione per mandare a scuola le ragazzine la troveremo di sicuro. Non possiamo però riprendere un servizio per una sola famiglia».
«Questi sono i veri problemi della scuola. Altro che grembiulino o voto di condotta — sottolinea Maria Grazia Poletto, la direttrice didattica del circolo comprensivo di Favria — . Credo che un circolo come il nostro dovrebbe avere un servizio di scuolabus. Però se si ragiona soltanto con i numeri mi rendo conto delle motivazioni addotte dall'amministrazione comunale. Infatti, sono pochi i bambini che potrebbero avere una concreta necessità del pulmino (quelli residenti nelle frazioni, un pugno, i cui genitori hanno trovato evidentemente una soluzione alternativa)». Cosi non è stato per Anna e Roberta, come troppo spesso avviene per le fasce più deboli della popolazione, quelle che andrebbero maggiormente tutelate.
«In effetti - ammette la direttrice – , le due bambine a scuola non si sono ancora viste. Se la loro assenza si protrarrà ancora per una settimana, in base al regolamento, come scuola chiederemo spiegazioni alla famiglia. Non abbiamo però un obbligo di intervenire. La famiglia, infatti, potrebbe dichiarare che le figlie sono malate. Il Tribunale dei minori invece interviene solo nei casi veramente gravi. Tuttavia sono fiduciosa. Credo che il Comune troverà una soluzione».
«Una soluzione — suggeriscono dalla scuola media — si sarebbe dovuta trovare in anticipo. Magari stipulando una convezione tra i Comuni del circolo». «Anche questo è vero — dice ancora la direttrice — , si tratta però di una gestione non facile».
Lydia Massia