Città Futura, una polemica senza fine Montanaro, interviene il centro destra dopo le dichiarazioni di Frola

MONTANARO. Ancora una volta Città futura fa discutere. A prendere la parola è nuovamente il centrodestra montanarese, per la precisione la lista civica 'Uniti per il cambiamento" che torna sull'argomento dopo alcune dichiarazioni rilasciate dall'uscente capogruppo di 'Insieme per Montanaro". Secondo Angelo Frola, la decisione del commissario di sciogliere il consiglio di amministrazione di Città Futura sarebbe inappuntabile; la minoranza consigliare aveva sempre giudicato illegittima la nomina dell'attuale cda perché ritenuta non espressione dell'intero consiglio comunale.
«Prendiamo atto con grande stupore — replicano adesso i componenti di 'Uniti per il Cambiamento" — delle dichiarazioni dell'architetto Angelo Frola in relazione allo scioglimento del cda di Città Futura programmato dal 'reggente" dottor Dosio. Infatti fu lo stesso capogruppo della lista 'Insieme per Montanaro" che durante la scorsa campagna elettorale, si sollevò a difesa della struttura della quale oggi denigra la gestione». Uniti per il Cambiamento ricorda le parole di Frola che sosteneva come una società che eroga servizi ai cittadini non avrebbe potuto che generare perdita economica. «è chiara l'antitesi, anche ideologica, nella quale cade Frola oggi — aggiungono — : con un ottimo lavoro di equipe, la giunta con l'assessore preposto Giuseppe Ferraris e il presidente di Città Futura Flavio Nalesso, hanno reso edotti i consiglieri comunali dei progressi che il bilancio societario stava avendo durante l'anno di gestione. Tali progressi hanno portato a una situazione oggi molto vicina al pareggio. Fatto questo che oggettivamente testimonia a favore dell'ottimo operato della coppia Ferraris-Nalesso. Evidentemente Angelo Frola pensa: decaduto il primo è giusto licenziare il secondo cosi si potrà tornare nell'imbarazzante situazione economica di perdita nella quale Uniti per il cambiamento ha trovato la società». Da ultimo tornano sulla questione delle nomine effettuate dal sindaco D'Ambrosio e per questo contestate dalla minoranza: «Saremmo grati all'ex capogruppo se potesse spiegare ai cittadini come fu nominato il vecchio cda formato da nove elementi (sei più di oggi) e sicuramente molto più oneroso, economicamente dell'odierno. Cadiamo in errore dicendo che quelle nove persone furono frutto del più selvaggio degli spoil system? Cioè che quelle nomine furono imposte dall'alto senza a minima consultazione? Crediamo proprio di no! Quindi consiglieremmo, biblicamente, ad Angelo Frola di non sottovalutare la trave nel suo occhio, prima di stigmatizzare la pagliuzza in quello di 'Uniti per il cambiamento"». (s.a.)