La gloriosa storia della filovia Presentato a Castellamonte il libro Scintille in Canavese

CASTELLAMONTE. Palazzo Antonelli ha ospitato, lo scorso giovedi, la prima delle quattro presentazioni del libro ‘Scintille in Canavese', storia della Filovia Cuorgnè-Ivrea corredata da testimonianze sugli aspetti della vita dell'epoca. All'incontro erano presenti gli autori del volume: Emilio Champagne, Attilio Perotti e Walter Gianola dell'associazione ‘Amici dell'archivio audiovisivo canavesano' ed il gruppo di lavoro dell'associazione culturale ‘Pedaneus' composto da Ezio Imprimo, Sandra Biava, Martino Corna, Agata Costa, Ines Longo, Romana Massoglia, Sergio Pertile, Jose Ragona e Rosanna Sperlongano.
«Ideatore della realizzazione di quella che fu, nel 1908, la prima filovia piemontese, e la prima filovia intercomunale italiana – hanno spiegato i curatori del libro — fu un geometra di Cuorgnè, Lorenzo Vallino, appassionato sostenitore dell'uso dell'energia elettrica nei trasporti».
Vallino riusci a convincere autorità pubbliche e privati investitori che una linea di trasporto, a trazione elettrica, era il modo più efficiente ed economico per collegare l'Alto Canavese con l'Eporediese. Nacque cosi la ‘Società Anonima per la Filovia Cuorgnè-Ivrea', con quattro vetture che percorrevano giornalmente i 25 chilometri che collegavano i due centri portando, tra gli altri, anche molti lavoratori allo stabilimento Olivetti, nato proprio quell'anno. Per alimentare i mezzi fu creata una piccola centrale elettrica sul Chiusella, nei pressi del Ponte Preti.
Il servizio di filovia, iniziato sotto i migliori auspici, rischiò di venire compromesso a causa di un incidente stradale avvenuto il 15 maggio 1908. Lungo la ripida discesa da Pramonico al Ponte Preti, una carrozza con 18 passeggeri fini fuoristrada, rovesciandosi in un prato, provocando il ferimento non grave di 13 persone.
Il collegamento Cuorgnè-Ivrea funzionò fino al 1936, quando fu soppiantato dall'entrata in servizio di autobus. Sei anni dopo, nel maggio 1942, Lorenzo Vallino mori ad Ivrea.
Alla presentazione del libro ‘Scintille in Canavese' è intervenuto lo storico locale Carlo Demarchi, nonché un folto pubblico che ha seguito, con vivo interesse, anche la proiezione del video ‘La Filovia Cuorgnè-Ivrea' realizzato dall'archivio audiovisivo. I portici di Palazzo Antonelli hanno poi ospitato la mostra fotografica sulla Filovia. (d.r.)