Assalto al cimitero di frazione Mastri Rivarolo, i ladri hanno portato via il rame dalle tombe e dai muri perimetrali
RIVAROLO. Un cimitero ‘spogliato'. E' quello della frazione Mastri di Rivarolo. Nessuna profanazione, per carità, ma molto più semplicemente un furto: rame. Il fatto è che nel giro di pochi mesi è la terza volta che accade e gli abitanti cominciano ad averne le scatole piene.
E' accaduto nella notte tra giovedi e venerdi. Ad accorgersene è stato il guardiano del camposanto, Beniamino Perri, che svolge l'identica mansione anche nel cimitero del capoluogo.
I ladri hanno agito come sempre indisturbati. Del resto, il precoce clima autunnale di queste serate umide e piovose non invoglia certo alle ultime passeggiate. E poi, in aperta campagna, chi ha voglia di avventurarsi al buio in stradine tortuose, spesso costeggiare da rogge che possono diventare anche pericolose?
La banda è andata a colpo sicuro. Del resto, l'ha fatta franca anche altre volte e questo, in un certo senso, ha convinto gli autori del gesto sconsiderato a ritentare l'impresa. Con successo.
Sono passati da uno dei portoncini del retro del cimitero. Hanno tranciato la catena che proteggeva il cancelletto, forzato il lucchetto ed una volta introdottisi, servendosi delle scale che vengono abitualmente utilizzate per posizionare fiori freschi nei vasi dei loculi e quelle adoperate per i lavori nelle nuove tombe, hanno iniziato a ‘svestire' i muri perimetrali.
«Hanno tolto praticamente tutte le coperture – spiega il guardiano —. Un lavoro certosino, fatto in grande tranquillità. Dei faldalini che servono a proteggere dall'acqua non c'è più traccia».
Il tetto di una tomba comune è stato svestito, cosi com'è sparito il rame attorno ad altre edicole funerarie.
Viene da pensare che ci sia un bel business attorno a questi furti. Del resto, ladri di rame ve ne sono ormai ovunque. Il mercato è redditizio perchè il prezzo è buono. E quando, poi, si trova con grande facilità, in luoghi senza protezione alcuna dove si può parcheggiare un camioncino, provvedere alla rimozione del materiale che serve, senza pericolo di incrociare neppure una macchina, è quasi un gioco da ragazzi.
«E' la terza volta che accade nel giro di pochi mesi – conferma Perri — ma sono stati anche altrove, come ad Argentera. Qui, ai Mastri, dopo l'ultima volta, avevamo rimesso tutto a posto: il pluviale sui tetti, i faldalini mancanti, le parti che erano state divelte e trafugate. Ora, siamo punto da capo».
E pensare ad introdurre anche in queste zone, come avviene per esempio nel cimitero del capoluogo, ormai super monitorato, se non proprio un impianto di videosorveglianza quanto meno un sistema d'allarme collegato alla polizia municipale?
In frazione, c'è chi vorrebbe andare più per le spicce. Da queste parti, visto che di delinquenti ne sono sempre girati, c'è chi si attrezzato e i malintenzionati hanno cominciato a cambiare itinerario. In questo caso, a proteggersi erano i vivi. Ma anche le offese ai morti non possono essere tollerate. (m. mi.)