Ieri tanti posti di blocco dei carabinieri Ricerche accurate
VALPERGA. Un summit, nella caserma dei carabinieri di Cuorgnè. Per cercare di sbrogliare il bandolo di una matassa che pare intricatissima. Perchè aggredire in quel modo quattro frati, tre dei quali anziani? Sono stati sorpresi in refettorio inermi, mentre stavano cenando. In caserma, ieri sera, c'erano tutti: il colonnello dei carabinieri Antonio De Vita,il procuratore capo Elena Daloisio, il tenente colonnello Nicola Fozzi. Una pista, in realtà, c'è. E filtra dal riserbo imposto dalle indagini. I tre malviventi si sarebbero accaniti sui tre frati, perchè forse immaginavano di essere già nel mirino delle forze dell'ordine, impegnate ad indagare su alcuni furti avvenuti nel santuario. Piccole cose, se si esclude il grande 'colpo" di due anni fa, quando i malviventi rubarono le corone in oro della Madonna e del Bambino Gesù. Per quell'episodio, almeno formalmente, le indagini non portarono a nulla di concreto ed è difficile immaginare che il massacro possa essere avvenuto per un motivo del genere. Ora, però, i carabinieri cercano di seguire ogni più piccolo indizio. Sul fatto, la pressione dell'opinione pubblica è tanta. Ieri, per tutta la giornata, sulle agenzie stampa si sono lette varie prese di posizioni di esponenti politici di tutte le forze politiche e del caso è stato interessato direttamente il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Per presidiare il territorio, ieri sono stati istituiti tantissimi posti di blocco e sono state controllate decine di persone. L'intuizione giusta per arrivare rapidamente ad una svolta, però, ieri pomeriggio non era ancora arrivata.Intanto, a Torino, restano gravissime le condizioni di padre Sergio Baldin, 49 anni. Nella notte è stato operato al San Giovanni Bosco dall'equipe del direttore di neurochirurgia Vincenzo Luparello. L'ultima Tac effettuata al francescano ha riscontrato la presenza di altri ematomi, oltre a quello rimosso in camera operatoria. A Ivrea, invece, è stato trasferito padre Salvatore Magliano, 86 anni, il più anziano tra i religiosi picchiati. Colpito da infarto, è sotto strettissima osservazione. All'ospedale di Cuorgnè, guariranno in diverse settimane gli altri due frati massacrati di botte: padre Emanuele Battagliotti, 81 anni, e padre Basilo Gurini, 76 anni.