la lettera Pensieri e poesie sulla tomba di Adriano
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Quest'anno ricorre il centenario della Fondazione della Olivetti e, al di là di tutte le manifestazioni organizzate al riguardo, vorrei portare a conoscenza dei suoi lettori un piccolo significativo gesto che dimostra quanto il ricordo dell'ultimo dei 'padroni" appartenente a questa famiglia, sia ancora vivo nel cuore di chi ha lavorato con lui e per lui.
Poichè ho l'incarico, da parte dell'Associazione Spille d'Oro Olivetti, della quale faccio orgogliosamente parte, di sovraintendere alla manutenzione della tomba dell'ing. Adriano per la parte non coperta dal Comune di Ivrea, mi reco con una certa frequenza al cimitero e, sovente, trovo posate sul tumulo lettere e poesie a lui dedicate, per lo più anonime.
L'ultima, datata aprile 2008, riporta: 'era a piedi, andava solo con il suo passo randagio; gli occhi perduti nei suoi sonni perenni... era vestito come tutti gli altri ma sembrava, nella folla, un mendicante; e sembrava, nel tempo stesso, un Re.
Natalia Ginsburg.
Grazie Adriano, perchè nel tuo ricordo c'è ancora la speranza..." (firma non decifrabile).
Grazie per l'ospitalità.
Rita Munari