‘Stoppati' i lavori della Smat San Giorgio, ordinanza del Comune dopo le proteste
SAN GIORGIO. Una collinetta di terra alta due metri ed uno scavo profondo altrettanto dal cui fondo si intravede l'acqua della falda. Intorno campi di mais, ed un bosco cancellato dalle ruspe. Siamo in frazione Cortereggio e la scena rappresenta l'inizio dei lavori per la realizzazione di una rete fognaria di collegamento al depuratore di Feletto. Un'opera imponente da due milioni di euro, realizzata dalla Smat che ha in gestione gli acquedotti e le fognature, quindi il sistema idrico integrato di San Giorgio, San Giusto, Ciconio, e Vialfrè, interessati all'intervento.
Prevista, sempre in frazione Cortereggio, tra il fiume Orco e le prime abitazioni del piccolo centro, anche la costruzione di una vasca con stazione di pompaggio. Un'opera contestata da tutti gli abitanti della frazione che presto si costituiranno in un comitato. Intanto lo scorso martedi sera sono stati convocati in tutta fretta dalla giunta di San Giorgio che poche ore prima ha emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori alla Smat, e all'impresa appaltatrice dei lavori, la Bresciani srl di Torino.
«Mi sono preso questa responsabilità — ha detto il sindaco Massimo Arri — per poter verificare a bocce ferme lo ‘stato dell'arte'. Non possiamo opporci al progetto della Smat che ha ottenuto tutte le autorizzazioni dagli enti competenti già due anni fa, ma possiamo seguire la messa in opera. Possiamo anche realizzare uno studio approfondito per valutare un'eventuale spostamento della stazione di pompaggio». Per farla breve, secondo il primo cittadino: «L'opera s'ha da fare, ma potrebbe essere migliorata per andare incontro alle richieste dei cittadini». Parole che hanno soddisfatto solo a metà i residenti di Cortereggio presenti in massa all'incontro. In particolare, i fratelli Luciano e Angelo Brescianini, portavoce della protesta, restano perplessi. «Certo noi non critichiamo la sostanza del progetto — spiegano i fratelli — del quale siamo stati informati, ma la modalità dell'esecuzione. Non è quella che ci era stata prospettata all'inizio dagli amministratori di San Giorgio e che aveva ricevuto l'assenso di tutti i proprietari dei terreni su cui insiste l'intervento ed ai quali la Smat versa un contributo per una servitù di passaggio. Innanzitutto i lavori sono cominciati senza che nessuno ci avvisasse, altrimenti i coltivatori avrebbero provveduto al raccolto del mais. Ma questo è l'aspetto meno grave. Alla Coldiretti è già stata presentata una richiesta di danni che saranno rimessi dalla Smat. La cosa preoccupante è la posa dei tubi per la raccolta delle acque reflue. Secondo noi i tubi utilizzati non sono idonei per essere posti sotto l'acqua di falda. Dovrebbero essere tubi saldati. Si corre il rischio che con l'andar del tempo questi tubi si spostino con una fuoriuscita di liquami e quindi causando l'inquinamento della falda. E poi c'è da mettere in conto lo scempio che subirà il paesaggio. Qui niente tornerà più come prima. I lavori sono cominciati da una settimana ed un boschetto è stato cancellato. Non ci sembra sia prevista la piantumazione di altri alberi. Inoltre il cantiere non è abbastanza protetto. In questa zona i bambini vengono a giocare con le biciclette. Qui c'è una pozza d'acqua che è profonda tre metri. Non mi sembra sia sufficiente recintare parzialmente il punto con un cordone di nastro adesivo».
I cittadini quindi hanno avanzato la richiesta di un ulteriore studio geotecnico ed un continuo monitoraggio delle acque di falda. «Non riteniamo — incalza il signor Gino — idoneo il sito indicato dalla Smat per la costruzione della vasca di pompaggio. E' troppo vicina alla case e non mi sembra che Cortereggio possa essere inserito nella tipologia di ‘zona di cascine sparse e case isolate', come si legge nella relazione allegata al progetto. La vasca è troppo vicina alle case e non abbiamo le sufficienti garanzie circa eventuali problemi di inquinamento acustico e di di emissioni di odori».
Lidya Massia