CALUSO. Ormai è un idillio tra Caluso e Brissac-Quincé. L'alleanza italo-francese, suggellata dal gemellaggio avvenuto nel giugno del 2006, si cementerà in occasione della 75ª edizione della ‘Festa dell'uva' di Caluso. Una numerosa delegazione di francesi infatti parteciperà attivamente alla kermesse, tra sfilata, Palio dell'Uva e Ninfa, diventando di fatto ‘il decimo rione di Caluso'.
Concetti... europei all'avanguardia, quelli espressi da Didier Pupin, ‘deux ex machina' del gemellaggio, durante la conferenza stampa di presentazione, svoltasi lo scorso sabato presso l'Enoteca di palazzo Valperga.
La sinergia tra Caluso e la cittadina francese di Brissac-Quincé funzionerà anche sotto il profilo della promozione vitivinicola: protagonista della festa, accanto ad Erbaluce, Passito, Canavese rosso e Carema, i gioielli dell'enologia canavesana, sarà lo ‘Chenin', un vino bianco, derivato dal vitigno autoctono che porta lo stesso nome, fiore all'occhiello della produzione brissachese. Proprio come l'Erbaluce.
Ma lo ‘Chenin' sarà l'unico vino ammesso nel corso della sagra che quest'anno, come già anticipato, sarà più che mai dedicata alla valorizzazione dell'Erbaluce, insistendo sulla rintracciabilità del vino, dopo le polemiche (poi rivelatesi prive di fondamento) scoppiate su etichette di Erbaluce contraffatte e vino adulterato. Lo hanno ribadito all'unisono Mauro Chianale, presidente dell'Enoteca regionale dei vini della Provincia di Torino, e Sergio Dezzutto, neo presidente del ‘Consorzio di tutela per la valorizzazione dei vini Doc Caluso, Canavese e Carema'. «Ogni aspetto legato alla promozione del vino — hanno sottolineato entrambi - sarà curato nei minimi dettagli. Anche le 'piòle' dovranno servire esclusivamente vino Erbaluce e certificarne la provenienza».
«Durante le cene a tema in programma presso l'Enoteca - gli ha fatto eco Chianale — con la collaborazione del ‘Centro professionale alberghiero CSEA', saranno gli stessi produttori a raccontare storia e caratteristiche dei nostri vini. Inoltre per il primo anno i produttori calusiesi per tutta la giornata di sabato terranno aperte le loro cantine, mentre il tradizionale ‘banco d'assaggio', allestito nel chiostro del Convento, vivrà solo un giorno: la domenica 21. É un buon momento per l' enologia canavesana: le vendite sono in aumento, ed il mondo del vino è in grande fermento».
Del resto per la 'Cittàdel vino', l'Erbaluce rappresenta un elemento che dà identità come fattore di cultura tradizione e storia di un territorio.
«La nostra forza sta nella continuità», ha detto l'assessore alla promozione del territorio Fabrizio Giaccone, che con il presidente della Pro Loco, Roberto Podio, é entrato nel merito del programma, espressione vera della tradizione e della storia del territorio e della sua gente.
Lydia Massia