PONT-SAINT-MARTIN. Sono tanti gli interventi che nell'arco dei prossimi mesi cambieranno il volto delle aree adiacenti la stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin. I lavori si spingeranno anche oltre, andando ad interessare l'incrocio tra via Caduti del Lavoro e via Nazionale per Carema. L'obiettivo è uno solo: provvedere alla riqualificazione urbanistica di una parte vitale del paese.
La stessa cosa è avvenuto in passato per il centro storico e per via Emile Chanoux. Un restyling che determinerà anche alcune demolizioni. Il sindaco Guido Yeuillaz ne illustra i dettagli partendo dalle opere in corso a ridosso della stazione: «A breve verrà ultimato il primo lotto di lavori che ha richiesto un investimento di 400 mila euro - spiega Yeuillaz -. Restiamo in attesa del consenso da parte delle Ferrovie dello Stato per procedere alla demolizione della palazzina detta 'dei ferrovieri", situata vicino al vecchio deposito. Verrà creato al suo posto uno spazio ricreativo accanto alla pista da skateboard che sarà usufruibile entro un mese». Anche la viabilità ha subito alcune sostanziali modifiche: «Il transito è stato rivisto con la creazione di una rotonda su piazza della Stazione, su cui verrà posta una bella fontana in pietra - prosegue Yeuillaz —. E' stata inoltre posata una nuova pavimentazione e creata un'isola pedonale a protezione degli utenti della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta. Attualmente molti continuano a sostare di fronte alla stazione ma per evitarlo provvederemo alla posa di dissuasori e vasi».
Il recupero proseguirà con altri interventi inglobati in due lotti. A questi si aggiunge l'investimento di 350 mila euro finanziati da Vallée Structure che prevede la realizzazione di una passerella pedonale e ciclabile sul torrente Lys. Il piano di recupero dei Prati Nuovi sarà completato nel 2009 con la riqualificazione dell'ingresso sud del paese, al confine con Carema. L'incrocio tra via Caduti del Lavoro e la statale 26 sarà abbellito. Per farlo è prevista la parziale demolizione di un edificio all'altezza del semaforo.
Amelio Ambrosi