PONTBOSET. Il ritrovato gusto per la natura, per la vita tranquilla, la ricerca di luoghi autentici e belli caratterizzano sempre più le scelte del turista. Solo moda del momento? Può darsi. Di sicuro Pontboset incarna alla perfezione queste caratteristiche e non è un caso che il noto mensile di moda e tendenze Vogue, nel numero di agosto, offra uno spazio alle bellezze del piccolo paese della Valle di Champorcher. In un'estate segnata da un netto e generalizzato calo di presenze, qui la situazione è diversa. Certo la crisi si fa sentire, ma con minor evidenza. Insomma, il turismo di nicchia tiene e consolida i suoi spazi. A Pontboset lo prova l'apertura di una nuova struttura ricettiva; un ostello con 35 posti letto, in quella che un tempo era la vecchia casa parrocchiale: «Abbiamo aperto a gennaio - spiegano i titolari, Mauro Chanoux e Franca Zancani -. Sino ad ora la realtà ha rispecchiato le aspettative che avevamo all'inizio, avendo presente che, non essendo conosciuti, non sarebbero state rose e fiori. Ma non ci possiamo lamentare. L'estate ha visto una presenza discreta da metà luglio in avanti; ora si lavora sui fine settimana e i contatti sono in crescita grazie al sito internet». E' invece ben radicata la presenza dell'hôtel Chez Isabel: «Le cose sono andate abbastanza bene - afferma Bruna Sucquet -. Le camere sono state sempre occupate; a luglio da parte di turisti più anziani, mentre ad agosto sono arrivate le famiglie. La gente che viene qui cerca la tranquillità». Positivi i riscontri anche all'agriturismo Le Moulin des Aravis, gestito da Mauro Gontier e Piera Chanoux, assieme al figlio Jean Claude: «A luglio abbiamo avuto molti stranieri, in particolare austriaci, tedeschi, olandesi - racconta Jean Claude -. Siamo presenti su una guida californiana e durante l'anno sono numerosi anche gli americani. Agosto nel complesso è andato bene». Soddisfatti anche Lucia Péaquin e Bruno Vuillermoz, titolari del ristorante La Louye su la Goumba: «Luglio e agosto sono andati bene, meno il mese di giugno per via del maltempo». Amelio Ambrosi