IL PERSONAGGIO

FOGLIZZO. E' stato l'ospite d'onore della cena di benvenuto per i partecipanti alla Quattro giorni internazionale. Tra i non professionisti della marcia non competitiva a passo libero era seduto anche lui, che un paio di settimane fa andava a braccetto con gli altri partecipanti della competizione tra non professionisti per antonomasia: Marco Lingua, chivassese d'origine e ora residente a Tonengo, reduce dalla sfortunata esperienza ai Giochi Olimpici di Pechino, nel salone del Castello dei Biandrate ha trasferito un po' della Cina che ha lasciato portando con se non medaglie ma l'amarezza per quei tre lanci nulli effettuati nelle qualificazioni. La rete ha infranto i suoi sogni per ben tre volte con dispiacere suo e di tutti i suoi tifoni, alzatisi all'alba per assistere alla sua prova. «Ma ho già pronta la scusa – esordisce sorridendo per farsi subito più serio -: nei mesi precedenti ero in gran forma, ho fatto dei lanci sugli 80 metri poi un massaggio, che mi hanno fatto alcuni giorni prima della gara, mi ha distrutto la schiena e non sono più riuscito a rimettermi in sesto. All'inizio facevo fatica anche solo a camminare». Non fosse stato per questo, è convinto che avrebbe potuto fare una buona prestazione: «Non credo che sarei salito sul podio – ammette -, ma quarto o quinto... ce la potevo fare, era alla mia portata». Invece, di questa avventura all'altro capo del mondo, ricorderà la delusione per una competizione terminata prima di entrare nel vivo ma anche la bella esperienza vissuta: «Già solo il fatto che ventiquattro ore su ventiquattro potevi andare a mangiare gratis — scherza — , già solo per quello valeva il viaggio. Poi c'erano tutti i più grandi sportivi del mondo e in fondo ti sentivi un grande anche tu… in fondo per arrivare sino a li, uno doveva aver fatto delle buone prestazioni». E la soddisfazione di passeggiare per il campus con atleti come Mondano o Damiani non ha prezzo: «Siamo diventati amici — racconta — per me è facile, riesco a fare amicizia con tutti, non ho problemi a socializzare». Quanto alla Cina e allo sforzo compiuto per preparare con maestosità queste Olimpiadi non ha dubbi: «Era impressionante — ammette — : ha fatto tutto nuovo, ha fatto veramente le cose in grande». Resterebbe a questo punto da vedere Londra, nel 2012… «Eh, ma non esistono mica solo le Olimpiadi, ci sono molte altre competizioni: ad esempio il 9 sarò a Zagabria al Gran Prix, il 14 dovrei partecipare alla finale del Gran Prix a Stoccarda e poi tutta un'altra serie di gare. Si gira il mondo e l'anno prossimo ci saranno i Mondiali… Spero di potermi rifare di questa delusione». (s.a.)