Restaurata la Torre San Martino, quasi ultimati i lavori di recupero della vecchia struttura medievale
SAN MARTINO. «I ricordi sono fili che si intrecciano, ti avvolgono, ti girano intorno e spesso ti costringono a percorsi inaspettati»: esordisce il sindaco di San Martino Domenico Foghino per spiegare l'impegnativo percorso che ha portato al necessario restauro della 'Torre Porta maggiore" dell'XI secolo, il simbolo più importante della storia civile e sociale della comunità sammarinese. I complessi lavori di recupero dell'antica struttura medievale (con una base di 6, 5 x 6, 2 metri, alta in origine 14 metri poi rialzata nel XVI secolo, per essere trasformata in torre campanaria, fino ad arrivare agli attuali 19 metri di altezza) sono stati ormai quasi terminati dalle imprese: Giovanni Antoniono di Agliè, che si è occupata delle opere murarie e lignee; Tielle impianti, per il parafulmine, Erik Bertot di Rivarolo, impegnato — dopo una minuziosa ricerca, che ha rivelato tre strati sovrapposti di colore — nel ripristino del pregevole orologio murale e delle lancette originali del 1680. Le opere, progettate e dirette dall'arch. Gianfranco Vinardi, sono state eseguite sotto la sorveglianza dell'arch. Giuse Scalva della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici del Piemonte, per una spesa complessiva preventivata in circa 160 mila Euro. Il Comune di San Martino per il recupero dell'antica Torre ha potuto però stanziare appena 10 mila euro ma è riuscito ad ottenere una serie di contributi pubblici e privati: 75 mila euro dalla Regione Piemonte, 70 mila euro dalla Compagnia San Paolo, 15 mila euro dalla Fondazione Crt. Grazie a questi contributi è stato finanziato anche il secondo lotto dei lavori che comprende i restauri delle murature interne, dei solai lignei e degli infissi, e la realizzazione dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, progettato dall'ing. Riccardo Tommasini del Politecnico di Torino. Il sindaco Domenico Foghino illustra con evidente orgoglio il risultato del lungo lavoro di recupero della Torre porta ma rilancia con l'obiettivo di continuare la sua iniziativa di recupero delle altre antiche, pregevoli bellezze architettoniche sammartinesi. «Ora che è arrivato il nuovo pievano di San Martino don Davide Smiderle — ci spiega Domenico Foghino — dobbiamo collaborare per riuscire insieme a risistemare il tetto della chiesa parrocchiale, ma anche ad intervenire, con interventi di consolidamento, sulla piccola chiesa di Santa Marta, costruita nel 1754, ed infine nella speranza di far ‘adottare' alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici del Piemonte la chiesa di Santa Maria delle Grazie, un edificio in stile romanico fuori le mura del borgo, già sede della Pieve, poi denominata ‘Chiesa dei Morti' in quanto, fino al 1847, compresa l‘area adiacente, fungeva da cimitero per la popolazione sammarinese». (s.ro.)