Crosasso sugli enti montani: «In gioco l'identità territoriale»

LOCANA. «Difendiamo la nostra identità territoriale». E' la parola d'ordine data dal presidente Danilo Crosasso ai consiglieri della Comunità montana, riunitisi lunedi scorso prima della pausa estiva. «La nostra è l'unica Comunità montana della provincia di Torino formata unicamente da Comuni veramente di montagna. Bobbiamo batterci perché la montagna rimanga distinta da ciò che montano non è». Il discorso è semplice: non si possono accettare accorpamenti con città di pianura come Cuorgnè o Castellamonte. Una presa di posizione contro la decisione della Regione di ridurre il numero degli enti montani riunendoli in grandi aggregazioni, condivisa da tutti i consiglieri presenti e partita dalla constatazione che una buona parte del territorio delle Valli Orco e Soana, a differenza di quelli delle altre comunità canavesane, si trova addirittura al di sopra dei 2000 metri ( molti di più dei 600 indicati dal contestato decreto Lanzillotta) ed è costituito da alpeggi, morene, nevai e alte vette, tra cui il Gran Paradiso, la cima più alta di tutto il Piemonte. Secondo i consiglieri che siedono nel parlamentino di Locana, gli accorpamenti servirebbero solo a «cambiare tutto per lasciare le cose come stanno», si tratterebbe, insomma, di una specie di operazione gattopardesca voluta da Regione e Uncem per accontentare tutti non tagliando fuori nessun comune. «Unirci alle altre Comunità canavesane non avrebbe alcun senso – ha affermato il presidente – entro settembre la Regione deciderà in merito alle aggregazioni, pare che solo due Comunità non ne saranno interessate e ci auguriamo di essere una di queste. Ma sono pronto a rassegnare le dimissioni se la Regione deciderà altrimenti, senza tener conto della volontà delle amministrazioni locali». «Meglio non fare passi affrettati – ha consigliato l'ex presidente Marino Ceretto — avremo bisogno di una figura istituzionale forte, se dovremo combattere per difendere la nostra Comunità montana». La battaglia è infatti alle porte: fine settembre è il termine che si è posto il consiglio regionale per realizzare il cosiddetto riordino degli enti montani. La prima mossa delle Valli Orco e Soana è prevista all'incirca un mese prima, quando il presidente Crosasso riunirà nuovamente il consiglio per approvare una delibera riguardante il mantenimento dell'identità territoriale». «Nel frattempo vi invito ad approfittare di ognuno dei tanti momenti di incontro del periodo estivo per far conoscere le opere e i servizi realizzati dalla nostra Comunità – ha detto il presidente esortando i consiglieri a seguire il suo esempio – ogni occasione è buona per chiarire come stanno le cose, innanzi tutto bisogna mettere in evidenza che il risparmio sui costi della politica ottenuto con il taglio degli enti montani è minimo se paragonato ai costi di tanti enti veramente inutili». I consiglieri delle Valli Orco e Soana sono quindi invitati ad affilare le armi: a settembre dovranno combattere sul campo con il rischio di doversi scontrare su più fronti. «Per ora si parla di affrontare il pericolo di essere assorbiti e perdere la nostra identità in una grande aggregazione, ma il Governo mette in discussione l'esistenza stessa degli enti montani – ha infatti sottolineato il vice presidente Marco Balagna – potrebbero essere eliminati del tutto come la Provincia di Torino ed i comuni sotto i cinque mila abitanti». (odp)