Ex Finmek, nuova cassa Lavoratori preoccupati
CALUSO. Sembra complicarsi ulteriormente la situazione della Sferal di Caluso, contraddistinta dalla più totale incertezza per il futuro. Un'incertezza doppia per la fabbrica di via Martiri e per i suoi circa trecento addetti, metà dei quali non ancora rientrati al lavoro, e di fatto legati alla procedura di cassa integrazione straordinaria avviata per l'ex gruppo Finmek. Procedura per la quale si attende ancora una proroga. Ma non sono confortanti le notizie anche per chi in fabbrica è rientrato. L'azienda martedi ha richiesto la cassa integrazione ordinaria per altri cento lavoratori per un periodo di tredici settimane a partire dal 1° settembre. Ciò vuol dire che nel sito produttivo di Caluso, dopo le ferie, a lavorare resteranno una cinquantina di persone. Intanto, come la vigilia lasciava presagire l'incontro, svoltosi lo scorso giovedi 31 luglio a Roma al ministero dello Sviluppo Economico, dove è stato riaperto il tavolo di crisi, non ha prodotto alcun risultato. Nell'incontro l'azienda ha ribadito le difficoltà già emerse (in particolar modo in relazione alla produzione delle stampanti) che hanno determinato il non rispetto degli ultimi steps di assunzione a partire da febbraio. Fim, Fiom, Uilm hanno espresso la grande preoccupazione che questa situazione determina soprattutto per le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori di Caluso. A tal fine le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e le rsu hanno richiesto la presentazione di un piano industriale credibile che preveda lo sviluppo di attività tali da garantire il rispetto dei livelli occupazionali previsti nell'accordo sindacale e recepiti nell'atto di cessione fatto con la procedura. Decisivo diventa quindi il prossimo incontro fissato per il 29 settembre a Roma. (l.m.)