L'addio a don Arbore Era parroco di San Bernardo

IVREA. Era una persona rigorosa don Gianni Arbore, parroco di San Bernardo, scomparso nei primi giorni di luglio, all'età di 67 anni, vinto da una malattia che negli ultimi anni l'aveva molto provato, impedendogli di svolgere il suo ministero in modo completo. Una persona che tale rigorosità era solito mettere in pratica, applicandola a se stesso ancor prima di predicarla agli altri.
Uomo di profonda fede e di grande coerenza, don Arbore riusciva a rendere percepibili queste sue caratteristiche in tutta la loro autenticità e sono stati in molti a voler trasmettere alla famiglia come abbiano ritrovato se stessi grazie alle parole delle sue omelie e soprattutto dopo averlo conosciuto ed essersi confrontati con lui.
Ed è anche per questo che in tantissimi sono intervenuti alla cerimonia funebre per tributargli un ultimo, affettuoso saluto, a partire dai vescovi concelebranti, monsignor Arrigo Miglio d'Ivrea, monsignor Piergiorgio Debernardi di Pinerolo e il Nunzio monsignor Giuseppe Bertello (suoi antichi compagni di studi) e il vescovo emerito monsignor Luigi Bettazzi.
Accanto a loro numerosi sacerdoti della diocesi e tanta gente, dai suoi parrocchiani di San Bernardo ai ragazzi della Comunità 'Cenacolo", dai Neocatecumenali ai bimbi dell'asilo, che tanto amava e che gli hanno voluto dedicare un canto.
Solenne il funerale, privo di accenti retorici, ma ricco di momenti di grande intensità, come quello in cui il vescovo Miglio ha citato passi dal testamento spirituale di don Gianni. La famiglia, colpita ma non sorpresa da tanta sentita partecipazione, è davvero grata a quanti hanno voluto testimoniare loro l'affetto per il caro scomparso. Ed è grata soprattutto all'Hospice 'Casainsieme" di Salerano che ha accolto l'ultimo periodo di sofferenze di don Gianni, alleviandole, per quanto possibile, nella serena dignità dell'atmosfera che vi regna, su cui vegliano con discrezione il dottor Cestonaro e l'attento personale.
Di don Gianni rimangono, vivi più che mai, il ricordo e l'esempio di una persona sensibile e vicina al suo prossimo e la forza di una fede profonda e senza sconti, vissuta come scelta in gioventù e professata attivamente lungo tutto il corso della sua vita, nei vari momenti del suo ministero: prima di San Bernardo (dove arrivò nel '91), don Giani era stato, da novello sacerdote, viceparroco a Montalto Dora, poi a Castellamonte, arciprete di Aglié e direttore spirituale del Seminario.
Franco Farnè