Sulle tracce di Piccioni, scomparso tre anni fa
IVREA. Emo Piccioni stava per cominciare una conferenza nella Sala del Regno a Borgomanero, in provincia di Novara. Arrivò una telefonata, uno sconosciuto avvisava di aver ritrovato dei documenti smarriti da un confratello di Vercelli. Emo Piccioni si dichiarò disponibile a ritirare i documenti e accettò un appuntamento davanti a un ufficio postale a Prato Sesia. Era il 31 ottobre 2005.
Al termine della conferenza, Emo Piccioni sali sulla sua auto e non fece più ritorno a casa. L'automobile - una Punto - fu ritrovata nel luogo dell'appuntamento e le indagini appurarono che la chiamata alla Sala del Regno di quella sera parti proprio da una cabina telefonica nel parcheggio. Da quel giorno sono passati quasi tre anni e attorno alla scomparsa di Piccioni, Testimone di Geova fin dall'inizio degli anni Settanta, anziano della congregazione benvoluto da tutti, sono accaduti molti episodi strani.
Uno di questi porta fino a Ivrea. Ne ha parlato lunedi scorso, anche Chi l'ha visto?, la popolare trasmissione di Rai Tre dedicata alla ricerca delle persone scomparse.
Moglie e figli di Emo Piccioni, da anni, convivono con un'angoscia insopportabile, ma su una cosa hanno le idee chiare: vogliono la verità. E per farlo, tempo fa, hanno preso contatti con un investigatore privato svizzero. Tra l'altro, il sito internet del forum elvetico dedicato alle ricerche su Piccioni, è stato ad un certo punto attaccato dagli hacker e gli stessi investigatori svizzeri hanno ricevuto minacce molto pesanti. Un uomo, però, che ha voluto restare rigorosamente anonimo, tanto da pretendere la bonifica dell'auto dove sarebbe salito da eventuali cimici elettroniche, ha accompagnato l'investigatore svizzero in un viaggio inquietante tra i luoghi dove, a suo dire, avverrebbero riti esoterici propiziatori. In questo viaggio, durato due giorni, l'investigatore svizzero è venuto anche a Cascinette d'Ivrea e sul lago Sirio. Sono state scattate fotografie nei pressi di una chiesetta di Cascinette, dove si vedono tracce di quelli che gli esperti antisetta contattati dalla famiglia Piccioni hanno riconosciuto inequivocabilmente come simboli di riti, anche avvenuti. E poi sono state scattate foto di una roulotte semiabbandonata nel bosco e, accanto, nanetti da giardino con altri simboli.
Ma che c'entra Piccioni con tutto questo? Chissà, forse nulla. O forte tutto, considerando che almeno altri quattro Testimoni di Geova erano stati attirati in una trappola simile a quella attivata per Emo. Ed è singolare anche che l'uomo che aveva contattato l'investigatore privato svizzero sia scomparso dopo quel singolare tour tra il Novarese e il Canavese.
E non è tutto. Enza Gentina, la moglie di Emo Piccioni, è tornata a Ivrea qualche mese fa, ad appiccicare anche nelle fermate dei bus della zona la fotografia del marito e l'annuncio che ci sarebbe stata una fiaccolata. Qualche giorno dopo, a casa Piccioni ha chiamato un uomo di Ivrea. Nella fermata del bus accanto a piazza Freguglia, incastrato tra il volantino con i dati di Emo Piccioni e la parete in plexiglass, qualcuno aveva inserito una fotografia. E' una fototessera di un uomo di circa quarant'anni. Chi sia, non si sa. E neppure si sa il motivo per cui, qualcuno, avrebbe dovuto lasciare li quella fototessera.
Enza Gentina è venuta a Ivrea a conoscere l'uomo che le ha segnalato (e consegnato) quella fotografia. Nessuno della famiglia Piccioni l'ha mai visto. (ri.co.)