L'addio al generale Amoretti

SAN GIUSTO. Questa mattina, giovedi 17 luglio nel Duomo di Torino, anche il Comune di San Giusto sarà presente in forma ufficiale ai funerali del generale Guido Amoretti, fondatore e direttore del museo Pietro Micca di Torino, direttore del ‘Centro studi di architettura militare', ispettore onorario della Soprintendenza ai beni architettonici del Piemonte, morto lunedi 14 luglio, all'età di 87 anni dopo una malattia contro la quale aveva lottato per un anno.
Uomo di grande cultura, il generale Amoretti era molto legato al ‘paese giardino' dove possedeva una casa di famiglia in cui trascorreva sovente i fine settimana lontano dal frastuono della città.
In lutto è cosi tutta la comunità sangiustese a cominciare dal sindaco Giosi Boggio. Che lo ricorda sotto il profilo dell'uomo, e non del generale appassionato di storia: «Nonostante la sua posizione il generale Amoretti era una persona semplice, affabile e molto cortese. Aveva in particolare un occhio di riguardo per i giovani che esortava ad approfondire gi studi, ‘perché - ripeteva - è solo con la conoscenza che si cresce.' Io lo ricordo passeggiare per il paese in compagnia della moglie, che adorava e che purtroppo è scomparsa tre anni fa. Era sempre presente a tutte le iniziative culturali del Comune pronto ad offrire la sua collaborazione discreta, puntuale e, per noi, molto preziosa».
Maria Rosa Gattero, tra i responsabili del comitato ‘Gerbo Grande' ne sottolinea invece l'alto profilo culturale. «Era un uomo profondamente colto - ricorda Gattero -. Oltre alla cariche per le quali è conosciuto in tutta Italia ed in Francia, era tra i più autorevoli storici sabaudi, autore di numerose pubblicazioni, presente in qualità di relatore a convegni in tema di storia e di architettura militare. Anche San Giusto gli deve molto. Senza di lui non avremmo più la cappella di San Giacomo. Dobbiamo dire grazie al suo impegno se lo storico manufatto è stato riconosciuto come un patrimonio da tutelare. Ha sempre collaborato con il nostro comitato del quale era socio onorario. E non mancava mai di invitarci alle più importanti manifestazioni alle quale lui presenziava. Fondatore oltre che del Museo Pietro Micca anche del gruppo storico (sempre intitolato al minatore biellese che liberò Torino dall'assedio dei francesi) in molte occasioni ha portato a San Giusto la rievocazione dell'assedio e di altre battaglie».
Guido Amoretti era nato il 18 dicembre 1920, aveva intrapreso la carriera militare, aveva combattuto in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo l'8 settembre si schierò tra gli oppositori del nazismo.
Dopo studi approfonditi, nel 1958 (allora aveva il grado di capitano) riusci ad individuare sotto via Guicciardini, a Torino, la scala che separava i due piani delle gallerie sotterranee dove Pietro Micca aveva fatto brillare la mina seppellendo se stesso ed i nemici francesi sotto un cumulo di macerie. Una scoperta che lo portò a compiere altre ricerche fino alla fondazione, nel 1961, del Museo Pietro Micca, al quale ha dedicato la sua vita e tutto il suo tempo libero e del quale era presidente onorario.
Una delle ultime apparizioni pubbliche di Amoretti fu nel settembre 2006 quando, con il sindaco Sergio Chiamparino, tagliò il nastro del ‘Maschio' della cittadella. Anche a Ivrea, nello stesso anno, si presentò in Sala Dorata nell'occasione della presentazione del volume del professor Francesco Razza 'Corpus Statutorum Canavisii". Successivamente, nonostante il generale fosse un uomo abituato a combattere, la malattia ha cominciato a prendere il sopravvento. Saranno però in molti a ricordarlo con affetto e a perpetuare la sua passione per la storia.
Lydia Massia