Solitudine e sconforto poi si cade nel baratro
RIVAROLO.Solitudine, dolore, fatica di vivere. La scorsa settimana è morto un ragazzo di neanche diciott'anni. Aspirava ad un viaggio in Romania, nella sua terra di origine, per il suo compleanno. Chissà, forse per lui era un viaggio a ritroso nel tempo, negli odori dell'infanzia. Oppure si immaginava un viaggio iniziatico, il viaggio di un ragazzo che diventa uomo.
Quel viaggio-vacanza, come spesso può accadere, doveva essere rinviato per cause di forza maggiore. Ma per il ragazzo, quel ‘no' è diventato grande, troppo grande e troppo opprimente. Passa una settimana e tocca a Lazar S. scegliere di farsi esplodere in un bosco a pochi chilometri da casa. I suoi problemi erano tanti, ma forse, anche per lui, il sogno dell'emigrante si era frantumato. Fatto a pezzi dalla realtà, dai problemi di salute che lo avevano costretto ad un lungo periodo di assenza, al lavoro perso in una legatoria del torinese, dove gli avevano detto ‘non ci servi più'. Da quel momento il baratro, e la paura degli anni che passavano senza più riuscire a trovare un lavoro a tempo determinato.
La sera della tragedia, mentre i carabinieri cercavano di risalire all'identità di quei poveri resti carbonizzati, nella piazza di Bosconero c'era chi cercava di fare mente locale e pensare a Lazar. E se lo ricordano gentile, disponibile, sempre sorridente, pronto a lasciare ovunque il suo numero di telefonino («Se avete bisogno, so tenere bene i giardini, tagliare l'erba e curare le piante»). Diversi, nei dintorni, avevano comprato il tempo di Lazar e gli avevano affidato il prato verde da tagliare. Più difficile, però, sapere qualcosa di lui, quasi come se la sua disponibilità e il suo passare al bar e, ogni tanto, giocare la schedina per tentare la fortuna, non lasciassero mai il posto alla possibilità di incontrarlo davvero nel profondo dei pensieri a volte bui. Troppo.
Martedi sera, per i rilievi e gli accertamenti, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo, il colonnello Crescenzo Nardone, il medico legale Girolamo Lauriola, i vigili del fuoco che, con le fotoelettriche, hanno illuminato a giorno l'area dove è stata ritrovata la macchina per consentire alla scientifica di compiere i rilievi.
Ora dopo ora, però, la storia perdeva sempre più i contorni del giallo per assumere quella del dramma umano. I carabinieri sono risaliti all'identità di Lazar S. attraverso l'auto, la Rover vecchio tipo di colore bianco.
Quello che restava di Lazar S. era al posto di guida, il sedile abbassato, la testa, le braccia e le gambe polverizzate dal fuoco e dall'esplosione.
Durante le operazioni di rilievo, un carabiniere ha avuto un malore ed è stato necessario l'intervento del 118 per soccorrerlo.
La procura ha autorizzato il trasferimento dei resti di Lazar S. all'obitorio di Cuorgnè, dove resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria per eventuali ulteriori accertamenti. (ri.co.)