Forno, l'Asco guarda alla Polonia
FORNO. Guarda ai nuovi mercati dell'Est (una proficua collaborazione è stata avviata con la Camera di Commercio della Polonia) l'Asco, ovvero l'Associazione per lo sviluppo del Canavese occidentale. Costituita un po' come una scommessa nel febbraio 2007, da lunedi scorso ha anche un nuovo presidente, Salvatore Diglio, vicesindaco di Corio. Ma soprattutto, ci sono le idee, i progetti, le proposte. Una sinergia, quella tra i Comuni e le imprese, che funziona.
L'Asco, che attualmente riunisce ventun Comuni del territorio (ultimi ad aderirvi sono stati quelli di Front, Locana e Sparone), con oltre 40 mila abitanti e più di cento imprese che contano complessivamente 8 mila posti di lavoro (l'80 per cento dei quali operanti nel settore metalmeccanico con un fatturato che supera il miliardo di euro), si pone come un interlocutore privilegiato per chiunque. Diglio, neo eletto, ha avvicendato il presidente uscente, Lauro Faletto. Proprio a quest'ultimo, assessore all'industria ed al commercio del Comune di Busano va, sostanzialmente, attribuito il merito della nascita del sodalizio e di aver creduto che un'idea‘cucita' sulla realtà locale (Busano, appunto), potesse avere positive ripercussioni a livello territoriale.
Lunedi pomeriggio, nella sala congressi dell'ex area Obert di Forno, dove si è tenuta l'assemblea degli associati, è stato eletto anche il nuovo Consiglio di amministrazione. «Asco è nata per affrontare un problema prioritario di carattere sociale - spiega Faletto -. Sono state subito individuate tre esigenze fondamentali: la necessità di dare un'identità definita a questo territorio; acquisire una rappresentanza ed un peso politico; valorizzare e promuovere le specificità che caratterizzano questa zona. Il comune denominatore, per un'area come questa, non poteva non essere che l'elemento che la caratterizza, ovvero la tradizione metalmeccanica e la sua robusta filiera produttiva, senza trascurare le risorse ambientali. Per una miglior chiarezza, dunque, ha coniato la denominazione di Canavese occidentale che identifica subito quella parte della nostra regione a forte cultura metalmeccanica».
Grazie alla rappresentanza ed al peso politico assunto tramite Asco, il territorio altocanavesano ha avuto l'opportunità di essere considerato nei nuovi piani di programmazione economica regionale 2007-2013 con possibilità di accedere ai fondi europei. Asco sta partecipando ai bandi con diverse progetti costruiti sulle necessità segnalate dai suoi associati (infrastrutture, energia, formazione, innovazione, credito, impatto ambientale).
In questo anno e mezzo di attività, Asco è riuscita ad interfacciarsi con Regione, Provincia, Politecnico, Centro Ricerche Fiat, Università, Camere di Commercio, divenendo ormai a tutti gli effetti una sorta di ‘biglietto da visita' per un territorio che ha una sua storia, una sua valenza ed una sua specificità. Progetti, dicevamo. Come iniziative nel campo delle nuove fonti energetiche applicabili, per esempio, ad aree come quelle del Polo dello stampaggio, ed altre volte all'abbattimento dell'inquinamento acustico (questione annosa) per ovviare alla rumorosità delle aziende metalmeccaniche.
Il nuovo statuto dell'associazione, portato in questi giorni all'approvazione dei consigli comunali dei Comuni membri, è stato prorogato sino al 31 dicembre 2020 e prevede la presenza nel Consiglio di amministrazione di sei rappresentanti degli enti pubblici e di cinque del mondo imprenditoriale. Il nuovo Cda di Asco risulta cosi composto: Giancarlo Buffo, Claudio Bianco, Paolo Bianco, Luca Cibrario, Salvatore Diglio, Lauro Faletto, Luigi Fassero, Valentino Nugai, Fabrizio Rosboch, Gianluca Vallero, Roberto Vieta. (c.c.)
Chiara Cortese