Si ai contratti di solidarietà

IVREA. I lavoratori Eutelia in assemblea dicono ‘si' all'intesa raggiunta sugli ammortizzatori sociali. Eutelia ha ritirato la cassa integrazione per i settecentosettantadue dipendenti del gruppo dove Ivrea era pesantemente toccata e dal primo luglio applicherà i contratti di solidarietà. I contratti coinvolgeranno quasi tutti i lavoratori delle sedi di Torino (120 addetti) e Ivrea (170 addetti) esclusi i pochi dipendenti assunti part time. Il contratto di solidarietà prevede una riduzione dell'orario di lavoro pianificata e attuata a giornate su base mensile.
L'applicazione dei contratti di solidarietà comincerà quindi proprio da domani, primo luglio. Il commento della Fiom è positivo, ma Eutelia deve rimanere sotto la lente del sindacato e degli enti locali. Spiega Federico Bellono, della segreteria provinciale Fiom: «L'importanza dell'intesa raggiunta sta nel tipo di ammmortizzatore scelto: il contratto di solidarietà ripartisce il peso della crisi in modo equo, senza penalizzare nessun lavoratore. Consente inoltre una gestione condivisa tra azienda e lavoratori e permette di non marginalizzare nessuno dal punto di vista delle capacità professionali».
La preoccupazione, però, non viene fugata del tutto. Anzi. «Con questa intesa - aggiunge Bellono - abbiamo tamponato una situazione di difficoltà e ora servono risposte sul piano industriale per garantire un futuro occupazionale e produttivo a Eutelia. Per questo chiediamo che la Regione monitori la situazione, dato anche che tra i clienti di Eutelia ci sono numerosi enti pubblici, come ad esempio il Comune di Torino».
Il 'caso Eutelia" era emerso un mese e mezzo fa, con l'apertura della procedura di cassa integrazione per oltre settecento lavoratori. Il settore di Eutelia più colpito era quello dell'information tecnology. La società, che aveva acquistato per un euro la Getronics Italia, a Ivrea aveva trasferito la propria sede al Dora Baltea Business Park.
I lavoratori si erano mobilitati subito, chiedendo aiuto agli enti locali e organizzando un'assemblea pubblica dovea avevano spiegato la loro storia e le loro competenze, moltissime nel settore pubblico e alcune prestigiose, come quelle legate al ministero dell'Interno. Negli stessi giorni della crisi, la società era stata interessata da un controllo massiccio della guardia di finanza di Arezzo sulla contabilizzazione dei costi dei servizi telefonici. (ri.co.)