Un ‘venerdi da leoni' in città tra bancarelle e soste selvagge
IVREA.Venerdi, giorno di mercato a Ivrea. In città giunge dai paesi limitrofi, dalla Valle Chiusella e pure dalla Bassa Valle D'Aosta, tanta gente per fare acquisti proprio in uno dei mercati più grandi ed importanti del Piemonte, per l'elevato numero di ambulanti e per l'innumerevole varietà di specialità mercoeologiche. Il venerdi è anche il giorno più critico per la viabilità e per il reperimento di un posto dove lasciare l'auto. Per conoscere 'la situazione parcheggi", venerdi scorso abbiamo fatto un giro in quelli del centro.
Si nota subito che la sosta selvaggia è praticata da tanti automobilisti e un po' in tutte le zone di Ivrea. E' poi evidente che la preferenza è data, di gran lunga, ai posteggi non a pagamento piuttosto che a quelli con ticket orario, più vicini al centro città. Alle dieci i due lati di via lago Sirio sono interamente occupati da auto che impediscono di percorrere la strada agevolmente. L'area del mercato è piena di gente, molta in procinto di partire per le vacanze ed occupata a fare acquisti.
L'afflusso corrisponde a un numero elevato di auto lasciato ovunque: viale Monte Stella è un esempio eclatante ed è percorrebile solo a passo d'uomo. Chi entra con l'auto nella zona dei banchi può uscire prima del distributore di benzina, dove allo stop si forma una lunghissima coda. Anche il parcheggio sotto l'ospedale è intasato; cosi Porta Aosta, dove i posteggi sono a pagamento. Saliamo in piazza della Credenza. Le auto occupano il lato destro della rampa, in piazza è molto difficile trovare un posto libero, nonostante si paghi un euro l'ora. Oggi è tutto occupato e due vetture con persone al volante, ferme in attesa, intralciano le manovre di chi deve entrare o uscire.
Il parcheggio sotto l'ospedale è pieno, come pure quello di fronte alla dialisi. Diversi posti vuoti ci sono invece nel parcheggio del Ghiaro, dove si paga il biglietto, come pure in piazza Lamarmora, lungo via Gozzano e davanti a casa Molinario, dove il grande posteggio è occupato solo da tre auto. Cosi non è nell'area dell'ex parcheggio Olivetti, mentre nel primo tratto di via Di Vittorio (a pagamento) tutti i posti sono liberi. Gran caos di vetture davanti al Consorzio In.Re.Te. e un po'in tutta via Jervis.
Davanti alla stazione non si trova un'area di sosta mentre davanti alla passerella del Movicentro, dove spesso gli automobilisti parcheggiano, incontriamo due vigili che stanno dando le multe. Stipato di auto il parcheggio del Cena e pure l'area davanti all'entrata dell'ex Montefibre, mentre ci sono diversi posti vuoti nella zona fra la rotonda di Porta Torino e la stazione. Sia in corso Cavour che in piazza Ferrando, entrambi a pagamento, non c'è un'area di sosta libera, anche perché ci troviamo in un punto molto comodo per chi deve andare in banca o fare acquisti in centro storico. In piazza del Rondolino non c'è un buco dove lasciare la vettura mentre in piazza Freguglia, alle 11 di venerdi, si posteggia comodamente, essendoci tante aree vuote.
In questa piazza incontriamo il presidente della Ivrea Parcheggi, Remo Iosio, al quale facciamo notare che la gente non sembra restia a pagare il biglietto per posteggiare. «E fa bene! - ci risponde Iosio - Chi può camminare lo faccia e lasci l'auto, ad esempio, nel parcheggio del cimitero, dove c'è sempre posto. Le aree di sosta a pagamento servono per garantire la rotazione delle vetture. Chi si ferma, non deve restare tutto il giorno ma soltanto per alcuni minuti o per poche ore».
«I commercianti - aggiunge Iosio - dovrebbero essere contenti della presenza dei parcheggi con il biglietto orario, perché cosi i clienti possono lasciare l'auto vicino ai loro negozi. Mi ricordo quando le piazze Freguglia e del Sirio non erano a pagamento. Le auto erano ovunque, nel caos più completo. Quest'anno l'Ivrea Parcheggi - rimarca il presidente - sta avendo degli introiti, provenienti dai biglietti orari, inferiori al 2007. Questo è un segnale importante della crisi che interessa la nostra città. I posteggi a pagamento sono utilizzati molto da chi proviene dall'esterno. E io credo che ciò sia positivo. Per la città si tratta di denaro che viene erogato da chi alla fine non paga tutti quei servizi, dalle scuole, al Tribunale, all'Università, che Ivrea eroga non solo per i suoi 24 mila abitanti ma pure per i 40 mila che vivono nell'Eporediese». (g.a.)